Cina e Azerbaijan in famiglia
- fabio pellizzato
- 18 gen
- Tempo di lettura: 18 min
Aggiornamento: 22 gen
Un viaggio d’inverno tra Oriente e Caucaso
A dicembre abbiamo intrapreso un’avventura in famiglia tra due mondi affascinanti e lontani: la Cina e l’Azerbaijan. Dai templi millenari e le metropoli futuristiche cinesi, fino alle atmosfere sospese tra Europa e Asia di Baku, questo viaggio è stato un mix di cultura, tradizioni, sapori e incontri inattesi. Viaggiare con la famiglia in inverno ci ha permesso di vivere i luoghi con ritmi più autentici, scoprendo quanto il mondo sappia sorprendere anche fuori stagione.

Pechino
Siamo partiti da Roma Fiumicino dopo un’intera giornata fatta di treni, coincidenze e valigie trascinate da un binario all’altro. Lo scalo a Baku, che doveva essere solo una breve pausa, si è trasformato in una piccola odissea: il volo è stato cancellato e riprogrammato alle tre del mattino del giorno successivo. La compagnia ci ha sistemati in hotel per la notte, ma il cibo si è rivelato piuttosto scadente… e il caffè, senza dubbio, il peggiore della mia vita.
Nonostante la stanchezza e gli imprevisti, nostra figlia Sofia è stata semplicemente bravissima: a quasi due anni è già una vera cittadina del mondo. Non si è mai lamentata, non ha mai pianto e, anzi, aeroporti e aerei sembrano essere il suo parco giochi preferito. La sua curiosità e il suo entusiasmo hanno reso tutto più leggero e ci hanno ricordato quanto viaggiare in famiglia possa essere una meravigliosa avventura.
Dopo un lungo trasferimento notturno e qualche ora di riposo, siamo finalmente ripartiti alla volta di Pechino con Azerbaijan Airlines. A rendere il viaggio ancora più speciale ci ha pensato una gentile hostess, che ha regalato a Sofia un peluche brandizzato, strappandole un sorriso e trasformando l’attesa in un piccolo ricordo da custodire.
A Pechino tutto si muove velocemente, in un equilibrio costante tra modernità estrema e storia millenaria. Abbiamo soggiornato a pochi passi dalla Città Proibita, una posizione ideale per immergerci subito nel cuore della città. Per spostarci abbiamo utilizzato quasi esclusivamente i taxi tramite l’app Didi, mentre i pagamenti sono stati completamente digitali: ovunque bastava inquadrare un QR code con Alipay, senza mai tirare fuori contanti o carte.
Il nostro appartamento era molto accogliente, perfetto per ricaricare le energie dopo le lunghe giornate, anche se decisamente… tropicale. Nonostante il riscaldamento fosse spento, la temperatura interna non è mai scesa sotto i 27 gradi, creando un curioso contrasto con l’esterno, dove ci aspettava un freddo pungente ma piacevole, con cielo terso e aria secca, quasi senza umidità. Una Pechino invernale luminosa, intensa e sorprendentemente vivibile.
Nei supermercati ci si imbatte in piccoli robot che si muovono in autonomia tra le corsie: consegnano prodotti, danno indicazioni e intervengono se serve aiuto. Nei grandi centri commerciali la scena è ancora più surreale: questi robottini prendono l’ascensore da soli e si spostano liberamente tra i piani, come se fosse la cosa più normale del mondo. Davvero un altro pianeta.
Le persone sono molto incuriosite da Sofia: ci fermano spesso per strada per chiederci da dove veniamo, sorridono, la osservano con tenerezza e cercano il contatto, rendendo ogni passeggiata un piccolo scambio culturale. In compenso, i cinesi sono letteralmente incollati al telefono: camminano senza mai alzare lo sguardo e spesso siamo noi a doverli evitare per non finirci addosso 😄
Colpisce anche il traffico: la maggior parte delle auto è elettrica e la città non è più inquinata come la si immaginava un tempo. L’aria è sorprendentemente pulita e il cielo spesso limpido, un segnale evidente di quanto Pechino stia cambiando. Dopo la prima visita della città, ci siamo fermati a mangiare in un ristorante nei dintorni. Il cibo asiatico, del resto, è sempre una garanzia: sapori intensi, piatti profumati e quella capacità unica di mettere d’accordo tutti, anche dopo una lunga camminata tra i viali imperiali.
Piazza Tienanmen – Tra storia e luci serali
Anche a Piazza Tienanmen, come nella vicina Città Proibita, i controlli sono molto intensi. Per gli stranieri è obbligatorio mostrare il passaporto: basta il nome e il cognome perché il sistema sappia già se hai il biglietto, senza bisogno di mostrarlo fisicamente… una cosa che non avevamo mai visto altrove, davvero incredibile.
Quando siamo arrivati in piazza era già buio, ma non c’era fila e siamo entrati velocemente. Di fronte a noi si stagliava l’imponente Porta di Tiananmen, con il celebre ritratto di Mao Zedong appeso al centro, simbolo di una Cina che ha segnato la storia del Novecento. La piazza stessa, una delle più grandi del mondo, è stata teatro di eventi storici di enorme rilevanza: dalle parate militari alle manifestazioni politiche, tra cui le proteste del 1989, immortalate nella celebre fotografia del “Tank Man”, il ragazzo che da solo si pose davanti ai carri armati, diventando un’icona universale di coraggio e resistenza. Passeggiare qui fa sentire il peso e la grandezza della storia cinese, anche mentre la città moderna pulsa tutt’intorno.
Abbiamo poi camminato lungo la piazza fino alla pagoda Zhengyangmen, illuminata in modo spettacolare e bellissima da ammirare anche da lontano. Dalla pagoda siamo entrati in una zona vivace e colorata chiamata Qian Men Da Jie, dove le luci, il profumo del cibo di strada e i negozi creano un’atmosfera unica. Tra bancarelle di snack, negozietti di souvenir e passanti curiosi, è stato impossibile non lasciarsi coinvolgere dall’energia della città di sera: Pechino mostra qui un volto moderno e vibrante, pur immerso nella storia millenaria che la circonda.
Grande Muraglia Cinese – Mutianyu
La giornata alla Grande Muraglia, nella zona di Mutianyu, è stata davvero indimenticabile: cielo terso, sole brillante e un freddo pungente che rendeva tutto ancora più vivido e nitido. Per raggiungere la Muraglia abbiamo preso un taxi che, per circa 60 km, ci ha chiesto 30 euro: un piccolo prezzo per l’inizio di un’avventura epica.
Anche qui avevamo già acquistato i biglietti dall’Italia. All’ingresso hanno effettuato il controllo delle borse e abbiamo mostrato il passaporto: tutto semplice e veloce. Una volta dentro, bisogna prendere un bus – da pagare in biglietteria insieme alla funivia – che ci ha portati fino alla porta della Muraglia.
E lì, appena fuori dal bus, l’emozione è stata unica. Camminare sopra queste mura antichissime, costruite a partire dal III secolo a.C. e ampliate nei secoli successivi, è un’esperienza che lascia senza fiato. La muraglia si snoda tra montagne e vallate, con torri di guardia a intervalli regolari che raccontano storie di strategia, difesa e potere imperiale. Ogni pietra sembra avere un peso storico incredibile, e il panorama che si apre attorno – colline coperte di alberi e il serpentone di pietra che si perde all’orizzonte – è semplicemente spettacolare.
Per salire ancora più in alto, abbiamo preso la funivia, godendoci il panorama dall’alto e ammirando il percorso tortuoso della Muraglia tra le montagne. E Sofia, a quasi due anni, è stata semplicemente straordinaria: camminava con curiosità tra le pietre antiche, si fermava a osservare ogni dettaglio e sembrava già una piccola cittadina del mondo, felice di vivere l’avventura insieme a noi. Camminare lungo queste mura, sentire il vento freddo sulla pelle e vedere come questa struttura monumentale si fonde con la natura circostante, è uno di quei momenti che rimangono impressi per sempre.
Xi'An
Dall’hotel di Pechino abbiamo raggiunto Xi’an in treno, scegliendo l’alta velocità cinese: un convoglio moderno che viaggia fino a 350 km/h e che in circa quattro ore ci ha portati a destinazione. Il treno è partito puntualissimo, estremamente comodo e pulito, confermando l’efficienza del sistema ferroviario cinese.
Durante il viaggio abbiamo potuto osservare dal finestrino un volto diverso del Paese: città costellate di enormi condomini, vaste terre fertili e catene montuose che scorrono veloci, regalando scorci autentici al di fuori delle classiche mete turistiche.
La stazione di Pechino è immensa, quasi intimidatoria, ma sorprendentemente facile da vivere: raggiungere la sala d’attesa numero 7 è stato semplice, nonostante le sue dimensioni, paragonabili a quelle di un’intera stazione italiana. Quindici minuti prima della partenza si accede direttamente al binario mostrando documento o passaporto. Un’organizzazione efficiente e incredibilmente fluida.
Xi’an, antica capitale della Cina, ci accoglie con le sue imponenti mura e un caos vibrante fatto di clacson, voci e scooter elettrici che sfrecciano come trottole impazzite. Il nostro hotel, il Tang Dynasty Seal, si trova nel cuore della città, in una zona animatissima, tra bancarelle e profumi di cibo di strada. Siamo a pochi passi dall’unica moschea della città, ma non solo: nelle immediate vicinanze convivono anche una chiesa cattolica e diversi templi, in un intreccio sorprendente di fedi e culture che racconta, meglio di qualsiasi guida, l’anima profonda e multiculturale di Xi’an.
Al calare della sera, le mura di Xi’an si illuminano, trasformando la città in un palcoscenico di luci e riflessi. I dragoni posti sopra le mura vengono a loro volta accesi, stagliandosi contro il cielo e regalando un colpo d’occhio suggestivo, quasi teatrale. Peccato che, a un certo punto, nemmeno troppo tardi, le luci vengano spente, riportando tutto a una dimensione più silenziosa. Per qualche ora, però, Xi’an diventa un affascinante mix di colori, passato imperiale e modernità.
South Shuncheng Road è uno dei quartieri più carini da girare la sera: una zona viva ma piacevole, ideale per una passeggiata notturna. Qui si trovano una pizzeria italiana, il German Pub, il Belgium Pub e altri locali internazionali, che rendono la via un curioso punto d’incontro tra Xi’an e l’Europa. Un angolo sorprendente della città, dove dopo una giornata tra mura imperiali e templi ci si può ritrovare a bere una birra “di casa” dall’altra parte del mondo.
Esercito di Terracotta – A poca distanza dalla città si trova il celebre museo che custodisce uno dei tesori archeologici più straordinari al mondo: l’Esercito di Terracotta. La sua scoperta risale al 1974, quando alcuni contadini locali, scavando un pozzo, si imbatterono per caso nelle prime statue. Da quel momento venne alla luce un esercito immenso, composto da migliaia di soldati, cavalli e carri, tutti diversi tra loro, creati per proteggere nell’aldilà il primo imperatore della Cina, Qin Shi Huang.
Camminare tra questi guerrieri, schierati in silenzio da oltre duemila anni, è un’esperienza difficile da descrivere: lo sguardo si perde tra file infinite di statue, ognuna con tratti unici e un’espressione propria. È una visita che lascia senza parole, un’emozione da vivere almeno una volta nella vita. Come la Grande Muraglia, anche l’Esercito di Terracotta è considerato una delle sette meraviglie del mondo, e rappresenta una tappa imprescindibile di qualsiasi viaggio in Cina.
Essendo bassissima stagione, paradossalmente per osservare i soldati dalla parte frontale la gente si accalcava comunque, spingendosi da ogni parte pur di conquistare il punto migliore per una foto. La situazione è diventata talmente caotica che a un certo punto è dovuta intervenire anche la polizia per ristabilire l’ordine. E viene spontaneo chiedersi cosa possa succedere qui in alta stagione… meglio non immaginarlo.
Anche in questo caso l’ingresso è stato sorprendentemente semplice: siamo entrati mostrando solo il passaporto, senza dover esibire il biglietto, e l’accesso al sito è stato rapidissimo. Un’organizzazione efficiente che contrasta con la folla all’interno, ma che rende l’esperienza decisamente più scorrevole fin dall’arrivo.
Shanghai e Disneyland
Da Xi’an abbiamo poi preso un volo interno con China Eastern diretto a Shanghai: volo confortevole, rapido e senza particolari intoppi. Una volta atterrati, come spesso accade in Cina, ci siamo affidati al solito Didi, economico ed efficiente, per raggiungere l’hotel.
Purtroppo la scelta dell’alloggio si è rivelata una forte delusione. L’appartamento prenotato, il Pinke Service Apartments, non aveva nulla a che vedere con le foto viste sui portali cinesi: immagini invitanti, perfette e chiaramente ritoccate, che nascondevano una realtà ben diversa. L’appartamento era vecchio, sporco, con numerose macchie ovunque; il materasso aveva le molle rotte, rendendo il riposo praticamente impossibile. La cucina, come spesso accade negli appartamenti in Cina, era completamente priva di attrezzature e per di più in condizioni igieniche discutibili.
Capitolo a parte meritano gli asciugamani: inesistenti. Al loro posto abbiamo trovato dei teli sottilissimi usa e getta, chiusi in sacchetti di plastica. Un dettaglio che da solo rende l’idea dell’esperienza complessiva. In breve: un vero incubo, e una lezione imparata sul campo.
... Shanghai ci accoglie con un cambio di ritmo immediato. Dopo la storia millenaria di Xi’an, qui tutto è verticale, veloce e futuristico. Grattacieli che sembrano toccare il cielo, luci ovunque e traffico incessante, ma sorprendentemente ordinato, rendono la città una metropoli che non dorme mai, dove tradizione e modernità convivono a pochi isolati di distanza.
Uno degli spettacoli più iconici di Shanghai è il Bund, la famosa passeggiata lungo il fiume Huangpu. Di giorno si possono ammirare gli edifici storici in stile coloniale europeo, mentre la sera lo skyline di Pudong si accende con luci al neon e torri futuristiche, creando un contrasto mozzafiato. Camminare tra le due sponde del fiume dà l’impressione di trovarsi tra passato e futuro allo stesso tempo, un mix di eleganza storica e progresso vertiginoso.
Per scoprire il lato più tradizionale della città, abbiamo visitato il quartiere Yu District, cuore del centro storico di Shanghai. Qui si trova il celebre Giardino del Mandarino Yu (Yuyuan Garden), un piccolo angolo di tranquillità nel mezzo del caos cittadino. Il giardino, con i suoi laghetti, padiglioni, ponticelli e rocce scolpite, è un esempio perfetto dell’arte paesaggistica cinese, pensato per creare armonia tra uomo e natura. Passeggiando tra i sentieri tortuosi e i cortili nascosti, si percepisce un’atmosfera completamente diversa dal resto della città, quasi sospesa nel tempo.
Il quartiere circostante, con le sue viuzze strette, le botteghe tradizionali, i mercati di tè e i ristoranti tipici, mostra un lato di Shanghai che spesso sfugge ai turisti concentrati sui grattacieli. Tra lanterne rosse, insegne antiche e profumi di cucina tradizionale, ci si sente immersi in un piccolo mondo a parte, dove la città moderna sembra lontanissima.
In definitiva, Shanghai è un contrasto continuo: tra i quartieri storici e i grattacieli futuristici, tra giardini tranquilli e vie frenetiche, tra cibo tradizionale e locali moderni. Camminare da un’estremità all’altra significa passare in pochi minuti dalla Cina di mille anni fa alla metropoli del futuro, un’esperienza che lascia davvero senza fiato.
In alcune zone di Shanghai abbiamo notato un aspetto sorprendente: ci sono più centri commerciali che ristoranti. Passeggiando la sera, ci siamo spesso ritrovati a dover accontentarci di un pasto veloce al 7-Eleven, perché dopo le 21 la città in certe aree sembrava deserta e quasi disabitata. Un dettaglio che non ci saremmo aspettati, considerando la fama della metropoli sempre vivace. Questo contrasto tra modernità sfavillante e zone improvvisamente silenziose rende Shanghai ancora più curiosa e imprevedibile.
Shanghai Disneyland – Abbiamo deciso di portare Sofia a Disneyland, e per lei non c’era bisogno di acquistare alcun biglietto, mentre io e Federica abbiamo preso i nostri. L’ingresso è stato semplice e veloce, come sempre in Cina, con scansione del passaporto, e approfittando della bassa stagione abbiamo evitato lunghe code.
Il parco è davvero enorme e curato, e ci siamo divertiti tantissimo anche noi adulti, soprattutto nelle aree dedicate a noi, tra attrazioni più “adrenaliniche” e spettacoli coinvolgenti. La sensazione è quella di un parco Disney in perfetto stile cinese: colori sgargianti, dettagli curati e grande attenzione alla tematizzazione.
La parte negativa? I prezzi per il cibo sono davvero alti: non avevamo pensato di portarci dei panini e mangiare all’interno del parco è stato decisamente costoso. Inoltre, il business dei peluches e degli accessori è ovunque, con negozi e venditori a ogni angolo pronti a proporre gadget dei personaggi, in quantità quasi esagerata: dai cappelli luminosi, alle tazze, alle bacchette magiche fino ai peluche, sembra impossibile resistere alle tentazioni.
Nonostante questi dettagli, visitare Shanghai Disneyland è stata un’esperienza divertente, colorata e indimenticabile, soprattutto per Sofia, che ha potuto vivere la magia Disney in un contesto completamente nuovo e sorprendente.
Verso il tardo pomeriggio, quando il cielo era già buio, al castello si è acceso uno spettacolo di luci, fuochi d’artificio e musiche. È stato senza dubbio lo spettacolo più bello che abbiamo mai visto in vita nostra: colori, suoni e magia Disney si sono fusi in un momento indimenticabile, capace di lasciare senza parole grandi e piccini. Sofia era rapita, ma anche noi adulti ci siamo sentiti completamente trasportati in un mondo fiabesco.
Baku (Azerbaijan)
Da Shanghai abbiamo preso un volo per Pechino, dove abbiamo trascorso una giornata esplorando la capitale. Ci siamo diretti verso un’area con bellissimi templi, purtroppo trovandoli chiusi per pochi minuti, un piccolo rammarico che non ha però rovinato la passeggiata. Per pranzo siamo stati nel nostro ristorante preferito e abbiamo assaporato l’anatra alla pechinese, una vera delizia, perfetta chiusura della giornata in città.
La sera abbiamo ripreso l’aereo per Baku, un volo notturno che ci ha portati nella capitale dell’Azerbaigian al mattino successivo. Fortunatamente a Baku funziona Bolt, un’alternativa economica e comoda anche per spostarsi fuori città, quindi raggiungere il centro è stato semplice e veloce.
Siamo arrivati al nostro appartamento situato nel cuore della Old Baku, la zona storica all’interno delle antiche mura. Camminando tra vicoli stretti e scorci pittoreschi, ci siamo subito immersi nell’atmosfera della città, tra storia millenaria e vita moderna, pronti per iniziare la nostra esplorazione di Baku.
Baku si visita tranquillamente in tre giorni, includendo anche qualche escursione fuori porta. È una città piacevole e accogliente, affacciata sul Mar Caspio, con un lungomare curato e vivace, perfetto per passeggiare soprattutto al tramonto. La sera le iconiche Flame Towers si illuminano e dominano lo skyline, ricordando il legame storico dell’Azerbaigian con il fuoco, simbolo antico del Paese.
Dal punto di vista storico, Baku fu un importante crocevia lungo la Via della Seta, punto di incontro tra Oriente e Occidente. Tuttavia, la sua vera fortuna arrivò tra XIX e XX secolo grazie alle enormi riserve di petrolio e gas, che l’hanno resa una delle città più ricche e strategiche della regione caucasica. Ancora oggi questa ricchezza si riflette nell’architettura moderna e nelle grandi infrastrutture.
Nonostante ciò, Baku non offre un numero infinito di attrazioni: è una meta piacevole ma raccolta. Tra una passeggiata sul lungomare, uno street food informale come il fish and chips vista mare, e la visita alla città vecchia, si ha la sensazione di una capitale interessante ma che si scopre in fretta, più affascinante per la sua storia e il suo contrasto tra antico e moderno che per la quantità di cose da fare.
Tra i luoghi più interessanti da visitare c’è lo Yasil Bazar, che richiama subito l’atmosfera dei grandi mercati orientali. Appena si entra si viene immediatamente riconosciuti come turisti e l’attenzione dei venditori si fa intensa: tutti cercano di attirarti al proprio banco, invitandoti ad assaggiare e ad acquistare. Ti fanno annusare lo zafferano, sia iraniano che azero, spiegandone con orgoglio le differenze e la qualità.
I banchi sono un’esplosione di spezie profumate, frutta secca e colori accesi, ma a dominare la scena è soprattutto il melograno, protagonista assoluto della tradizione locale, proposto sotto forma di succhi spremuti al momento e marmellate artigianali, alcune persino salate. Dopo un po, però, questa continua pressione alla vendita può creare un leggero disagio, soprattutto per chi ama visitare i mercati con più calma e osservare senza sentirsi costantemente sollecitato all’acquisto.
Abbiamo poi fatto un’escursione allo Yanar Dag, la famosa Montagna che Brucia, dove una fiamma naturale arde ininterrottamente da decenni a causa delle fuoriuscite di gas dal sottosuolo. Poco distante si trova anche il Tempio del Fuoco di Ateshgah, un antico luogo di culto zoroastriano, spesso visitato insieme allo Yanar Dag all’interno di tour di mezza giornata. È proprio qui che si capisce perché l’Azerbaijan venga chiamato la “Terra del Fuoco”.
Apro però una parentesi pratica: l’ingresso costa 2 manat per i locali (circa 1 euro), mentre per i turisti arriva a 15 manat (circa 7,50 euro). In linea di principio la differenza di prezzo può anche essere comprensibile, ma in questo caso lo scarto è davvero eccessivo. Per quanto il sito sia interessante, 16 euro di biglietto non valgono pienamente l’esperienza, soprattutto considerando che bisogna aggiungere anche il costo del Bolt o del taxi per raggiungerlo. Un’uscita curiosa, sì, ma da valutare bene in base al tempo e al budget disponibili.
Il nostro ristorante preferito in assoluto a Baku è stato senza dubbio il Mari Vanna, un ristorante russo elegante che per noi si è rivelato semplicemente magico. Entrarci è come fare un salto indietro nel tempo, agli anni ’30, grazie a uno stile curato nei minimi dettagli. La location è pazzesca: diverse sale, ognuna con un’anima propria, arredate in stili differenti che ricordano la casa della nonna, con tovaglie di pizzo, porcellane tutte diverse, mobili vintage e un’atmosfera calda e accogliente.
Anche il cibo è ottimo, così come il servizio, attento, discreto e davvero curato. In due abbiamo speso circa 35 euro, includendo due birre, pane fatto in casa all’aglio (probabilmente il più buono della mia vita), due zuppe, melanzane con caviale blu, patate al forno e un assortimento di biscotti fatti in casa.
Per noi è stato senza esitazione il locale top della nostra vita. Se passate da Baku, è un posto che va assolutamente provato.
Una gita davvero imperdibile è quella a Qobustan, uno dei siti storici più importanti dell’Azerbaijan. Qui abbiamo potuto ammirare migliaia di incisioni rupestri preistoriche, alcune risalenti a oltre 10.000 anni fa, che raffigurano scene di caccia, danze rituali, animali e la vita quotidiana delle popolazioni che abitavano quest’area tra il Paleolitico e il Neolitico. Il sito, oggi Patrimonio UNESCO, racconta in modo straordinario il rapporto dell’uomo con questo territorio fin dall’antichità.
Camminare tra queste rocce e osservare da vicino segni così antichi è un’esperienza quasi surreale, una meraviglia indimenticabile che ripaga ampiamente la visita. Qui il biglietto turistico fisso di 15 manat risulta assolutamente accettabile, soprattutto considerando il valore storico e culturale del luogo.
Da Qobustan si gode anche di uno splendido scorcio sul Mar Caspio, con un panorama ampio e suggestivo che rende la visita ancora più piacevole. Il sito si raggiunge facilmente da Baku con Bolt: la visita dura circa un’ora, quindi il consiglio migliore è accordarsi con l’autista affinché aspetti e pagargli la stessa corsa per il ritorno, aggiungendo una mancia per l’attesa (il tutto gestibile anche tramite Bolt).
Considerate che è difficile trovare un Bolt disposto a partire da Qobustan verso Baku per 6–7 euro, visto che la distanza è di circa 65 km. Affidarsi ai taxi che stazionano all’ingresso del sito, invece, significa quasi certamente pagare molto di più e dover contrattare, spesso senza grandi vantaggi. Con un minimo di organizzazione, invece, la visita risulta semplice, comoda e senza stress.
Per chi è interessato, da Qobustan partono anche le escursioni ai vulcani di fango, un fenomeno naturale piuttosto raro. È però consigliabile informarsi bene sulla stagione e sulle condizioni, perché le recensioni sono contrastanti e l’esperienza può variare molto. In genere, con circa 10 euro si viene accompagnati nella zona a bordo delle vecchie Lada 4×4, necessarie per affrontare le strade sterrate.
Noi abbiamo preferito evitare questa gita, viaggiando con una bambina di quasi due anni, sia per la scomodità del percorso sia per la durata e le condizioni dell’escursione. Una scelta personale, ma da tenere in considerazione soprattutto se si viaggia con bambini piccoli.
Ci sono altre attività interessanti da fare a Baku, oltre alle attrazioni più famose. È però utile tenere presente che musei e siti turistici applicano quasi sempre una tariffa fissa per gli stranieri, intorno ai 6–6,5 € a biglietto, senza grandi differenze tra una piccola attrazione e una visita più ampia.Per fare un esempio, Qobustan (con le incisioni rupestri) costa circa 5 €, ed è uno dei siti che vale di più il prezzo pagato.
Cose da fare a Baku
Passeggiare nella Città Vecchia (Icherisheher), perdendosi tra vicoli, caravanserragli e cortili nascosti
Boulevard sul Mar Caspio, perfetto al tramonto, gratuito e molto rilassante
Salire al Highland Park, vista spettacolare sulla città e sulle Flame Towers
Flame Towers: anche solo vederle illuminate la sera merita
Centro Heydar Aliyev (anche solo esternamente, se non si vuole pagare l’ingresso)
Qobustan (se avete tempo, consigliato rispetto ad altri musei minori)
Muoversi e mangiare
Ci si sposta molto facilmente:
Metro economica ed efficiente
Bolt (tipo Uber), con prezzi bassi e corse rapide
I ristoranti hanno prezzi onesti, così come i supermercati, motivo per cui consigliamo l’appartamento rispetto all’hotel: si risparmia e si vive la città in modo più autentico.
Attenzione ai costi
Quello che incide davvero sul budget è tutto il resto:
musei
attrazioni turistiche
souvenir e shopping, che è sorprendentemente caro, infatti nessuno ha i prezzi esposti a Baku Old Town e bisogna contrattare anche se alla fine si compra con un prezzo troppo alto.
In sintesi, Baku è economica per vivere e mangiare, ma costosa da visitare come turista: conviene quindi scegliere bene cosa vedere e godersi il resto della città a piedi, in metro o seduti a tavola.
Suggerimenti utili:
Aerei: da Roma o Milano si trovano voli economici (400-500 EUR A/R).
Dove dormire: in Cina il cibo costa poco, ma un appartamento in centro permette di avere una spazio più ampio rispetto ad una camera di hotel e ci si puo cucinare la colazione o mangiare in modo ancora più economico. Da tenere in considerazione che in Cina gli appartamenti che abbiamo trovato non avevano ne una pentola ne una forchetta ma se le chiedi te le prestano volentieri (per cui informarsi prima di prenotare!). Inoltre l'igiene è scarsa, a meno che non andiate in un 4/5 stelle (forse).
Con Trip.com abbiamo trovato prezzi accessibili a tutti, con sconti e offerte, e tutto il viaggio e stato organizzato con questa app. A Baku abbiamo prenotato con Booking.
Dove mangiare: in Cina puoi mangiare ovunque a prezzi bassi, anche nei ristoranti carini. Consigliamo l'anatra alla Pechinese a Pechino, una delizia!! Prestare attenzione al cibo di strada, a noi e sembrato che il cibo (pesce o carne) fosse li da tempo in attesa di essere fritto. A Baku invece consigliamo nella Old Town il ristorante Qala Divari e Qaynana, oltre che il bellissimo ristorante russo Mari Vanna.
Adatto ai bimbi? Si, Cina e Baku sono adatte ai bambini. Soprattutto in Cina le persone sono curiose, ti fermano per strada per salutare il tuo bimbo, nei ristoranti ti regalano dei giochini e sorridono sempre.
Come muoversi: in Cina dovete scaricare l'APP Didi e caricare la carta di credito, assolutamente da fare PRIMA della partenza perchè l'app inviera un sms per la verifica del telefono (stessa cosa per Alipay e Bolt). Altrimenti sarete costretti ad attivare il roaming in Cina e non saprei dirvi il costo. Ora, detto ciò, con Didi prenoti taxi a prezzi bassissimi anche per andare alla Muraglia o all'Esercito di Terracotta. Attenzione perchè all'uscita di queste attrazioni ci sono personaggi che ti fermano e ti dicono "Didi?" facendoti capire che loro utilizzano l'app Didi e sonoi già pronti li per te. In realta sono tassisti che chiedono molti più soldi e devi contrattare in macchina e alla fine spenderete più soldi. Noi ci siamo cascati una volta!
Come pagare: attivare l'App Alipay e Wechat caricando la carta di credito dall'Italia (per l'sms) e ogni volta si puo pagare digitalmente con il proprio QR code, i contanti non servono a nulla!! La Cina è super digitalizzata, sembra un altro mondo. A Baku abbiamo pagato tutto con carta, in caso chiedere prima perche nei souvenir shop oltre a non esserci i prezzi esposti (per chiedere piu soldi ai turisti), non accettano la carta ma solo cash (a meno che non compri centinaia di euro di tappeti). Abbiamo provato a prelevare ma l'ATM chiedeva 5 euro di commissioni.
Mezzi di trasporto alternativi: la metro a Pechino o Shangai è molto economica e funziona benissimo. Si paga con Alipay o Wechat e il biglietto costa circa 0,70 cent. Abbiamo poi preso il treno da Pechino a Xi'An che costa circa 70 euro a persona, che è risultato molto comodo, puntale e veloce (350km/h). Durata circa 4,20h. Abbiamo anche preso un volo interno da Shangai a Pechino, il volo è stato comodo e più veloce del treno ma se si conta che devi arrivare almeno due ore prima per caricare la valigia e poi prendere un taxi dall'aeroporto al centro città, alla fine ci si mette molto piu tempo del treno (e spesso si rischiano i ritardi come successo a noi con 3 voli).
Visti: 20 EUR a persona compresi bambini e neonati per l'Azerbaijan, se non lo fate in tempo dovete chiedere quello urgente a 70 EUR a persona. In Cina non serve.
SIM telefono: preferire una eSim in modo da poter avere i dati non appena l'aereo tocca terra. Cosi da prenotare un Didi che vi porta in hotel. La scheda sim fisica la sconsigliamo in quanto richiede tempo per attivarla (se atterrate di notte forse il negozio in aeroporto può essere già chiuso). Ricordatevi che i social sono bloccati, come gmail e altre applicazioni per cui l'unico modo è quello di avere una VPN. Gli hotel vi contattano via WeChat, da tenere in considerazione che l'app è sorvegliata dal governo quindi non parlatene male!!
Mappe:

















































































































































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