Cuba

Tour della colorata Cuba: da L' Avana alle piantagioni di tabacco, dalla Baia dei Porci a Trinidad, dal Santuario di Che Guevara a Cayo Santa María. Riposandosi infine qualche giorno nell'isolotta di Cayo Largo del Sur.


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Questo viaggio è di Capodanno 2016 fatto da me (Fede) assieme a 6 amici. Eravamo partiti in fretta e furia perché Obama aveva annunciato l'intenzione di rimuovere l'embargo statunitense e avevamo paura che Cuba potesse cambiare drasticamente dopo questo avvenimento..alla fine ancora oggi l'embargo esiste e non sembra andare in pensione.


Spirito del viaggio:

Dall'Italia avevamo un contatto che ci aveva trovato le Case Particular, ma si è rivelato totalmente inaffidabile e siamo dovuti andare su un'agenzia locale per prenotare le case lungo il percorso che avevamo scelto e l'autista del nostro minivan, il mitico Josè. A Cuba la benzina non è facilmente reperibile e l'agenzia ha dovuto combinare i chilometri delle tappe, con il consumo del minivan e delle case disponibili (un tipo di case per noi e un altro tipo per l'autista).


Margarita, Rum e Sala a L'Avana

Havana: Floridita, La Bodeguita Del Medio, Malecon, Rum Havana Club, Plaza Vieja

Arriviamo a L'Avana la sera di Capodanno, abbiamo già fatto il primo brindisi sull'aereo e ci apprestiamo a rifarlo in città credendo di trovare locali e bar aperti..invece no, tutti festeggiano in casa e la sera di Capodanno come il 1 Gennaio è tutto chiuso. Persino il nostro contatto per la casa particular non si trova e non risponde, così passiamo 2 ore fuori casa chiedendo a tutti i vicini se potessero rintracciarla..alla fine ce la facciamo che quasi è mezzanotte e brindiamo con 2 birrette sul grande terrazzo.


Descrivere L'Avana è complicato: a primo impatto non la si ama e non la si capisce, ma quando si ritorna ci si accorge che se n'è sentita la mancanza. Tra le sue meraviglie, i colori delle facciate barocche degli edifici, che nascondo però l'oscurita e l'incuria al loro interno. L'Avana conserva molte vestigia del suo glorioso passato coloniale: gli spagnoli la colonizzarono nel 1511 e la dominarono per 400 anni.


La città vecchia è la zona più caratteristica, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO ed è tra gli esempi meglio preservati di tutta l’America Latina. Qui si può ammirare: la Plaza Veja e la Cattedrale (dove furono conservati i resti di Cristoforo Colombo) e consigliamo di gironzolare tra le stradine per scoprire ad ogni angolo la vita quotidiana con bambini che giocano, balli improvvisati, artigiani e signori che si riposano.


Sempre nella città vecchia, si trovano i magnifici bar: El Floridita, Dos Hermanos e La Bodeguita del Medio dove Hemingway amava andare. El Floridita è stato il nostro preferito e non riuscivamo più a smettere di bere i margarita frozen.


Raggiungibile a piedi anche il Museo della Rivoluzione e il Malecon, simbolo della città presente in film e cartoline dove gli abitanti della città passeggiano e si godono il tramonto.


Meritano una visita:

- il particolare mercato Almacenes San José Artisans' Market, pieno di bancarelle con i tipici oggetti di cartapesta colorati

- il Museo del Ron Havana Club, dove si fa un percorso guidato in cui viene spiegata la storia e la produzione del rum e si possono acquistare bottiglie che si trovano solamente a Cuba.

- lontano dalla città vecchia, invece c'è Plaza de la Revolucion, una delle piazze più grandi del mondo, dove da un lato si trova il Ministero degli Interni con una gigantografia di Che Guevara e dall'altro quello del Ministero della Comunicazione con Camilo Cienfuegos, due grandi eroi della rivoluzione cubana.

- Castillo di El Morro e la Fortezza di San Carlos de la Cabaña, la più grande fortificazione militare realizzata dagli spagnoli in America,


Le piantagioni di tabacco

Viñales e Pinar del Río

Lasciamo L'Avana per dirigerci verso nord nella zona delle piantagioni di tabacco. Prima facciamo uno stop all'isolotto di Cayo Levisa, dove ci portano con la barchetta e ci fanno mangiare un buonissimo pesce alla griglia.


Viñales è un paesino rurale, molto semplice, dove nella piazzetta della città ballano e cantano. Nella casa particular in cui dormiamo sono davvero ospitali e ci fanno una cena magnifica con tanto di aragoste che a Cuba si trovano in quantità. Ammiriamo la Valle Viñales con il suo verde e le sue montagnette a pandoro e andiamo ad una fattoria di tabacco, dove ci mostrano come vengono essiccate le foglie e come si creano i sigari. Io non sono una fumatrice ma il sigaro appena fatto e non stagionato ha un sapore dolce e anche un buon odore.


Pinar del Rio

Anche questo paesino è rurale, la via del centro è colma di botteghe e si può capire come vive davvero la popolazione; qui il cibo costa ancora meno che a L'Avana e mangiamo delle pizzette a pochi centesimi.

Interessante è la distilleria artigianale della Guayabita Del Pinar, liquore prodotto da una varietà di guava presente sull'isola. Il sapore è ottimo e non è forte. Nella distilleria la proprietaria ci fa fare il giro e la degustazione, poi acquistiamo volentieri una bottiglia da riportare in Italia.

Lungo la strada nelle campagne cubane troviamo piccole baracche dove vivono gli agricoltori, sembrano poverissime ma tutte hanno all'interno un grande televisore.


La Baia dei Porci

Cueva De Los Peces, Playa Giron, Cienfuegos

Risaliamo sul nostro minivan giallo e ci mettiamo in marcia verso la Baia dei Porci. Sono circa 4 ore e 355km, lungo la strada vediamo diverse auto ferme a causa della benzina, delle ruote bucate o perché sono troppo vecchie. Anche il nostro autista fatica a trovare un benzinaio, ma alla fine siamo fortunati. Troviamo anche diversi banchetti della frutta e compriamo delle buonissime bananine.


A lato della baia c'è il Parco nazionale della Palude di Zapata, ma la strada è tutta sterrata e senza il giusto mezzo è impraticabile. La costa invece da su un mare trasparente ma è formata dalla scogliera. Ci fermiamo per fare un tuffo nella Cueva De Los Peces dove si possono ammirare i pesci colorati. Facciamo uno stop anche ad un allevamento di coccodrilli.


Il nostro vero obiettivo però è Playa Giron e il Museo de la Intervención che ricorda l'invasione messa in atto il 17 aprile 1961 dalla CIA e dagli USA per rovesciare il governo di Fidel Castro. Il secondo giorno le truppe americane furono costrette alla ritirata senza più munizioni ne cibo e acqua. Questo avvenimento rinsaldò la figura di Fidel e il legame con la Russia, la quale accuso pubblicamente Kennedy e sostenne Cuba con maggiori armi. Da qui si arriverà poi l'anno successivo alla crisi missilistica e all'embargo economico per Cuba da parte degli USA.

In un particolare periodo dell'anno, a Playa Giron si può vedere la strada invasa da granchi che dalla foresta vanno verso il mare per migrazione primaverile.


Finiamo con la visita di Cienfuegos.


Come nelle favole

Trinidad e Playa Ancon

Trinidad è il luogo più affascinante di tutta Cuba, sembra di essere catapultati nel passato.

La cittadina è adornata da bellissime case coloniali con grandi finestroni al piena terra dove si affacciano persone o contemplano i passanti su grandi divani e poltrone, le strade sono ricoperte di sterco e utilizzate da muli che trasportano oggetti e persone, musicisti riempiono le piazze e le viuzze per dare vivacità alla serata. Non per niente l'intera città è Patrimonio Unesco e io me ne sono innamorata. Ha un fascino decadente ed è possibile immaginarsi facilmente il fasto che aveva una volta: un ristorante ad esempio utilizza ancora gli enormi candelabri e brocche di cristallo e l'antica argenteria. Molte case ora sono divenute anche botteghe e abbiamo trovato dei monili fatti con il guscio delle tartarughe.

La sera seguiamo nel buio i chioschini dei mojiti lungo la strada e arriviamo alla Cuevas, una discoteca incredibile all'interno di una grotta..super esperienza!

La vicina Playa Ancon è perfetta per una giornata di mare.


Santero

Siccome mi piacciono le esperienze particolari, sono andata alla ricerca di un Santero, ossia un santone della santeria. La santeria è una religione nata dalla commistione degli dei venerati dagli schiavi africani portati sull'isola con simbologie cristiane per camuffare questa venerazione. Oggi è spesso associata a connotati negativi, ma il Santero aveva e ha la funzione di guida e di saggio del villaggio o del quartiere.

Le coincidenze forse non esistono e il Santero trova me. Mi accompagna dentro alla sua casa e mi racconta quello che fa, assisto ad alcune "sedute" e mi mostra alcuni riti di purificazione. L'uomo emana una calma incredibile e potrei fermarmi a parlare per ore, ma purtroppo il resto del gruppo mi cerca perché dobbiamo ripartire.


Cascate Pilon a cavallo Prendiamo il cavallo e allo stato selvaggio con poca preparazione andiamo verso le Cascate di Pilon. La strada per arrivarci non è breve e i cavalli vanno all'andatura che vogliono fino al galoppo, a me piace il brivido ma molti sono terrorizzati. Arrivati alla cascata ci tuffiamo subito e poi ci facciamo cullare dai suonatori e dal cocco fresco con il miele, una delizia.


Hasta la victoria siempre. Patria o muerte.

Santa Clara e il mausoleo di Che Guevara

Lasciamo Trinidad e dopo 2 ore circa arriviamo nella periferia di Santa Clara al Mausoleo di Che Guevara, è uno stop che non possiamo saltare.


Ernesto Guevara, icona dei movimenti rivoluzionari di sinistra, nacque nel 1928. Fu assieme a Fidel Castro fin dagli inizi e dopo il successo della rivoluzione divenne un personaggio di spicco del governo, secondo a Fidel. Nel 1965 lasciò Cuba per aiutare la rivoluzione socialista in Congo belga e in Bolivia dove l'8 ottobre 1967, fu catturato giustiziato sommariamente dall'esercito nazionale assistito dalla CIA. Il suo cadavere, fu esposto pubblicamente e sepolto in un luogo segreto; esso fu ritrovato da una missione dedicata solo nel 1997 e da allora i suoi resti si trovano nel mausoleo di Santa Clara.


Santa Clara fu scelta in ricordo della battaglia per la conquista della città nel 1958 da parte delle truppe di Che Guevara, che portò alla fuga del dittatore cubano Batista.


Il mausoleo ospita i resti dell'eroe e di 29 suoi compagni e combattenti uccisi in Bolivia. è presente statua del "Che" alta 6,7 metri, un museo dedicato alla sua vita e una fiamma eterna in sua memoria.


Le spiagge dei fenicotteri

Remedios, Cayo Santa Maria e Cayo Coco

A Remedios soggiorniamo nella casa particular più bella di tutte: Hostal Casa Perez-Ramos. Perfettamente conservata in stile coloniale con una tartaruga centenaria che gira nel giardino e dei padroni di casa magnifici; la casa l'hanno ricevuta in eredità dai loro avi dell'alta borghesia, sono professori all'università, ci spiegano che se la passano meglio rispetto la popolazione comune ma che le restrizioni socialiste li limitano tanto.


Da qui andiamo a goderci la spiaggia a Cayo Santa Maria e Cayo Coco, in una parola: un paradiso. Ancora è una zona incontaminata, ma in lontananza vediamo le costruzioni di futuri hotel. Vicino andiamo anche a visitare una zona faunistica dove ci mostrano molte specie di flora e fauna uniche dell'isola.


Relax sull'isola caraibica

Cayo Largo del Sur

Ritornati all'Havana è tempo di salutare Josè, è stato un vero amico, simpatico e di buon cuore che io ho sfinito di chiacchiere e domande sulla situazione cubana e sullo stile di vita.

Prendiamo un piccolo aereo trabbalante e arriviamo a Cayo Largo, un'isola lunga e stretta con sabbia bianca e mare cristallino. Sulla isola ci sono diversi resort con servizi all-inclusive, noi ne abbiamo scelto uno di cui non ricordo il nome e ci stiamo 4 notti. Ci portano a vedere i delfini e la famosa Playa Serena.

La maggioranza del gruppo riparte mentre alcuni si fermano ancora qualche giorno a Varadero, ma ci dicono che dopo il tour vissuto, quella che vivono lì è una Cuba troppo finta e turistica.


Suggerimenti utili:

- Cambiare i soldi in Pesos CUP. Fino al 2020 a Cuba esistevano due valute ufficiali (CUC e CUP) e si doveva andare in banca per avere quella più conveniente, mentre dal 2021 sono state unificate. In banca le file sono sempre lunghissime.

- I supermercati non sono come ve li immaginate, sono lunghe scansie vuote. Portatevi da casa il necessario perché non è sicuro che lo troviate (ad esempio dentifricio, medicinali, assorbenti, lenti a contatto, ecc.).

- Preparatevi a lunghi tempi di attesa per fare qualsiasi cosa e ad una pulizia approssimativa.

- Buonissime da mangiare: banane, mango, malanga fritta (una specie di patatina fritta che si trova a tutti gli angoli), carne di coccodrillo e di aragosta.

- Fate una degustazione di Rum, anche chi di solito non li apprezza cambierà idea; il Ron Santiago de Cuba ha il sapore del miele.

- Per la connessione a internet basta andare in qualche piazzetta all'Havana e troverete il Free-Wifi e un fiorente mercato nero dove comprare una simcard a un buon prezzo.

- Voli buoni con l'Iberia.

- Informatevi bene sugli spostamenti: ci sono i taxi che portano tra le varie città ma chiedete prima i costi, oppure i bus molto più economici ma lenti.


Must places:

Havana, Trinidad, Cayo Santa Maria, Cayo Largo + Mausoleo Che per chi ama la storia


Itinerario in mappa:

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