Tour della Puglia e Matera

In moto lungo la costa adriatica passando per le Marche, Abruzzo, Molise e giù fino a Santa Maria di Leuca, per poi risalire il tacco e arrivare a Matera.


ITINERARIO IN MAPPA ALBEROBELLO SANTA MARIA DI LEUCA MATERA

Con 10 giorni a disposizione e una moto, dove si può andare? In tanti posti, noi abbiamo scelto la Puglia e Matera che da tanto tempo volevamo visitare. Anche la nostra nuvoletta di fantozzi ci ha seguito e, sebbene fosse Aprile, non abbiamo potuto ammirare i colori magnifici del mare azzurro e il caldo solito del Sud Italia..ma è stata comunque un'esperienza stupenda!


Prima tappa: costa adriatica dalla Romagna al Molise

Sirolo, San Benedetto del Tronto, Pescara, Ortona, Costa dei Trabocchi, Termoli

La prima tappa sembrava facile, invece non finiva mai. Siamo partiti di prima mattina con la brina e il vestiario tecnico a proteggerci dall'aria fredda, ma entusiasti di percorrere 350km di strada costiera lungo 4 regioni. Primo stop a Sirolo dove ci attendeva il sole e l'acqua cristallina del mare, poi pranzo con un panino di pesce a San Benedetto del Tronto dove abbiamo incontrato dei nostri amici e ci siamo sgranchiti le gambe sul lungomare con le bellissime palme. A Pescara ci fermiamo nel viale centrale per un bel gelato e poi ripartiamo verso Ortona. Qui ci fermiamo al Castello Aragonese per ammirare il panorama; giù ai piedi della scogliera vediamo anche una ciclabile nuovissima che costeggia il mare e ci ripromettiamo di farla nel futuro. Mentre fuori Ortona c'è anche un bellissimo cimitero canadese. Proseguiamo lungo la costa dei trabocchi, la cui strada è un paradiso per le moto, con le sue dolci curve e il suo paesaggio tra campi e mari. Lungo la costa si possono ammirare i trabocchi, imponenti costruzioni di legno che si protendono verso il mare e che servivano per pescare calando una grande rete. I trabocchi si trovano da Pescara fino al Gargano, ma la costa dei trabocchi è l'area dove se ce ne sono di più. Oggi sono stati trasformati in ristoranti e ci si può godere un'ottima cena direttamente sul mare. Arriviamo a Termoli verso sera stanchi e per fortuna il padrone del b&b ci da un passaggio con il suo strabiliante Ape fino al ristorante nel borgo antico. Termoli è piccolina ma molto carina. Mangiamo e gironzoliamo tra la cattedrale, il vicolo stretto A Rejecelle, il castello svevo e torniamo verso il centro storico più moderno.




Seconda tappa: il Gargano

Rodi Garganico, Spiaggia dei cento scalini, Peschici, Vieste

Da Termoli al Gargano sono meno di 100 km e dedichiamo la giornata a visitare il promontorio. Iniziamo con Rodi Garganico, poi la Spiaggia dei Cento Scalini in cui rimaniamo di stucco per i binari senza passaggio a livello che si trovano praticamente a un metro dalla sabbia e purtroppo anche un pò scettici per la plastica che ricopre ogni cosa. Altro stop alla Grotta di Manaccora, dove percorriamo in una specie di off-road la lingua di terra che si protende verso il mare; poi Vieste per passeggiare nelle tortuose e bianche vie del centro. Al tramonto rientriamo a Peschici e scopriamo che nel localino davanti al nostro appartamento sta suonando un complesso dal vivo, così andiamo a berci uno spritz con i piedi nella sabbia. La sera abbiamo prenotato al Ristorante il Trabocco da Mimì, è il compleanno di Fabio e serve qualcosa di unico come questo posto. Il cibo è ottimo e la location è una delle più particolari di tutto il Gargano. Finiamo la serata con un ultima passeggiata in centro Peschici e risaliamo le viuzze illuminate da tante piccole luci che riflettono sul bianco.



Terza tappa: Bari e le vicine Barletta, Trani e Molfetta

Baia delle Zagare, Zaponeta, le Saline, Barletta e il Colosso, Trani e il duomo, Molfetta e la Chiesa della Morte, Bari.

Percorrere con la moto il Gargano da Vieste a Manfredonia è davvero emozionante: ci accompagna la natura selvaggia, i sali e scendi montuosi, la strada a picco sul mare, i pini, le curve, i faraglioni. Ci fermiamo a vedere i Faraglioni a Baia delle Zagare e ci prendiamo un caffe in spiaggia a Mattinatella, dove vediamo le coltivazioni di cozze. Dalla spiaggia di Punta Rossa il paesaggio cambia e si entra nell'area industriale di Manfredonia, dopo una ventina di chilometri arriviamo a Zaponeta e percorriamo il lembo di terre tra le saline fino a Margherita di Savoia, sembrano località fantasma e continuiamo fino a Barletta. Qui andiamo a vedere il famoso Colosso, è una statua di bronzo alta 4,50 metri del V sec, raffigurante probabilmente l'imperatore Teodosio II ma chiamato comunemente Eraclio. Si trova al fianco sinistro della Basilica del Santo Sepolcro di Barletta ed è esposta gratuitamente di fuori. Scopriamo anche la storia della Disfida di Bari e di Ettore Fieramosca che catturato e sfidato, vinse il duello per dimostrare l'onore e la non codardia degli italiani.

Un altro stop obbligatorio è Trani, con il suo duomo sul mare, unica per la posizione e la particolare struttura. Un esempio è la torre del campanile, alta 59 metri ma con un insolito arco come base. Il centro storico di Trani è bello è vivace, ci fermiamo a vedere anche il castello e il porto.

Continuiamo verso Molfetta dove andiamo a cercare la Chiesa della Morte, nella strada omonima, nata nel 1613 da un sodalizio di 38 uomini che crearono una confraternita per dare una sepoltura dignitosa a chi non poteva permettersela. Su una facciata è inciso "La Confraternita della Morte eresse questo tempio affinché la morte innalzi amica le sue torce." La sepoltura avveniva all’interno della chiesa e i corpi venivano gettati in una fossa che conduceva le salme in mare.

Nel pomeriggio tardi arriviamo a Bari: visitiamo la Basilica di San Nicola e quella di San Sabino, ci godiamo una passeggiata al tramonto lungo le mura, ci fermiamo a bere una birra nei localini vicino alla colonna dell'infame e a Piazza del Ferrarese e attraversiamo il centro più moderno lungo via Sparano da Bari fino ai Giardini di Umberto I.




Quarta tappa: da Polignano ad Alberobello

Polignano a Mare, Cala Corvino, Alberobello

Da Bari andiamo alla vicina Polignano a Mare: le sue maestose scogliere circondano la spiaggia Lama Monachile, che si può ammirare anche dall'alto dalla Terrazza Santo Stefano. Il centro storico è arroccato sulle alte scogliere e gli edifici bianchi ricordano le sue origini greche. Ci sono inoltre circa un'ottantina di grotte, come l'esclusiva Grotta Palazzese con il suo ristorante con vista sul mare.

Scopriamo di essere a soli 5 chilometri da Cala Corvino, dove si trova l'omonimo resort in cui era ambientato 'Professione Vacanze' con Jerry Calà. Fabio è cresciuto con questa serie televisiva ed era felicissimo di vedere il posto e gironzolare nel resort.

Percorriamo altri 30 chilometri nella campagna tra olivi e muretti e arriviamo ad Alberobello, patrimonio Unesco dal 1996, per vedere i trulli. Queste magnifiche costruzioni nacquero a seguito di un editto del XV secolo, in cui si richiedeva un tributo per ogni nuova casa. I conti della zona obbligarono così i contadini ad utilizzare soltanto pietre, senza malta, e la soluzione migliore furono queste case rotonde con tetto a cupola. I tetti ancora oggi sono abbelliti con pinnacoli decorativi e con disegni simbolici. Pranziamo in un trullo con orecchiette e prodotti locali nel ristorante la Nicchia.




Quinta tappa: l'interno verso Ostuni

Martina Franca, Cisternino, Ostuni

Questa tappa ce la prendiamo con più relax. Da Alberobello facciamo una capatina nel centro storico di Martina Franca, per vedere la città da cui provengono i nostri amici. Continuiamo verso Cisternino, posizionata sulla collina, ci incanta tra i colori dei campi attorni, il sole, le nuvole e il colore dei palazzi.

Arriviamo nella bianca Ostuni e andiamo a visitare il centro storico medioevale dove localini, fiori e musica animano le viuzze. Viene chiamata Città Bianca per la colorazione con pittura a calce del borgo antico, che viene ancora rigorosamente utilizzata. Molto particolare la Cattedrale del 1400 con l'antico rosone. Dista 8km dal mare e nelle giornate limpide lo si può vedere, ma noi non siamo fortunati. A Osturni dormiamo appena fuori la città, in mezzo agli olivi e con i cavalli a farci compagnia. L'ospitalità del sud italia è unica e qui ci fanno trovare perfino vino, cibo, acqua e dolcetti vari!



Sesta tappa: da Lecce a Santa Maria di Leuca

Lecce, Cave di Bauxite, Porto Badisco, Grotte Cipolliane, Ponte del Ciolo, Santa Maria di Leuca

Ci parlano di una strada perfetta le moto che parte da Carovigno e prosegue in discesa con un panorama a 180°. Ci piacerebbe provarla ma abbiamo i tempi stretti e non ci hanno dato indicazioni specifiche, le strade della zona sono comunque molto belle e panoramiche. Arriviamo a Lecce sotto il sole cocente e andiamo a visitare il centro storico seguendo i consigli dei nostri amici leccesi; primo tra tutti prendere un pasticciotto da Alvino! Li abbiamo provati alla crema e al pistacchio e ancora ce li sogniamo da quanto sono buoni. Alvino si trova nella piazza centrale dove c'è l'Anfiteatro romano. Da qui camminiamo lungo le vie del centro piene di negozietti e visitiamo il bellissimo Duomo con le sfarzose decorazioni tipiche del barocco leccese. Lecce è una meravigliosa e vibrante cittadina.

Risaliamo in moto e percorriamo 47km fino alle Cave di Bauxite con i loro colori incredibili. Questa è una cava di bauxite sotto Otranto dismessa negli anni '70, dove i colori rosso e ocra della terra si contrappongono al verde dei fiori e della vegetazione che le circonda e il tutto si riflette nel laghetto al suo interno. Si arriva con una stradina di terra vicino all'ingresso, si parcheggia e con qualche minuto di camminata si arriva alla cava. Merita senz'altro uno stop.

Ripartiamo verso Porto Badisco con la sua spiaggetta Approdo di Enea, citata anche nell'Eneide. Questo posto ci è stato consigliato per i ristoranti in cui è possibile mangiare gli spaghetti ai ricci di mare..peccato che ci sono 3 ore di attesa e ci siamo dimenticati di prenotare. Arggh! Continuaimo lunga la stupenda SP358 che costeggia il mare e ci regala un magnifico paesaggio. Ci fermiamo a Santa Cesarea Terme per guardare il particolare edificio arabeggiante di Palazzo Sticchi e dello Stabilimento Termale Gattulla.

Non riusciamo a non fermarci di continuo: Torre di Porto Miggiano, Grotta Zinzulusa, Grotte Cipolliane (il nome è troppo carino per non vederle e il sentiero è più facile e veloce di quello che sembra), Ponte del Ciolo che ci impressiona..sembra impossibile che davvero si tuffino da quell'altezza!

Con 1800km arriviamo verso sera a Santa Maria di Leuca, il punto più a sud dello stivale!

Vediamo la scalinata monumentale illuminata, camminiamo sul lungomare di sera e mangiamo in un buon ristorantino del centro una squisita burrata. La mattina dopo ci illudiamo di vedere i due mari che si incontrano dal faro, ma è impossibile così ci rifacciamo con la Grotta del Diavolo.




Settima tappa: risalendo il tacco verso Porto Cesareo

Pescoluse, Gallipoli, Porto Selvaggio, Porto Cesareo

Questa tappa la dedichiamo al mare dato il tempo è dalla nostra parte. Ci fermiamo a Pescoluse e andiamo alle Maldive del Salento, un bel lido dove con gioia scopriamo che 1) i lettini sono gratuiti e basta consumare 2) il caffe leccese con ghiaccio e liquore di mandorle è il caffè più buono del mondo.

Dopo un bagno a metà e qualche ora di sole, ripartiamo verso Gallipoli per fare un giretto nella città e mangiare qualcosa per pranzo. Gallipoli è una tipica città di mare, con il porticciolo, la fortezza, i negozietti e i ristoranti pieni di persone. Ci è piaciuta molto!

Il pomeriggio lo vogliamo passare al mare e ci feriamo dopo 18km a Porto Selvaggio: è un parco naturale con pinete, calette, scogliere e acqua cristallina. Uno dei posti più belli che abbiamo visto! Si cammina circa 15 min per arrivare al mare, ma è una bella passeggiata.

Arriviamo verso sera a Porto Cesareo e andiamo a mangiare in un ristorantino sul lungomare davanti all'isola dei Conigli (che è davvero piena di conigli e che si può raggiungere di giorno con una barchina come ci racconta la proprietaria del b&b).





Ottava tappa: verso Matera

Punta prosciutto, Taranto, Matera

In questa tappa abbiamo percorso 150km. Per iniziare bene la giornata ci siamo fermati alla spiaggia di Punta Prosciutto per ammirare i colori caraibici. Continuando verso nord abbiamo percorso la litoranea e abbiamo amato il paesaggio diverso e selvaggio con verdi arbusti sulla destra e surfisti in mezzo alle onde a sinistra. Verso Pulsano siamo entrati all'interno tra i vigneti e i campi di fiori e papavero. A Taranto abbiamo fatto controllare le gomme in un'officina di un ragazzo molto gentile e siamo andati nel centro per mangiare un buonissimo panzerotto e bere una birra Raffo. Qui abbiamo notato una cosa curiosa: le gelaterie si chiamano Sorbetterie. Visitiamo anche il centro storico, passando oltre il Castello Aragonese, facendo molta attenzione come ci hanno consigliato i nostri amici di Taranto. Un ragazzo gira avanti e indietro minaccioso con una moto impennando, un'anziano artista vende le sue opere create con i tronchi ripescati dal mare. Percorriamo la strada che affianca il centro storico per raggiungere il porto mercantile ed è suggestivo vedere i palazzi storici e decadenti. La zona industriale è impressionante e enorme; vediamo anche l'Ilva di cui tanto sentiamo parlare al telegiornale.




Nona tappa: Matera

Matera, Sasso Caveoso, Sasso Barisano, Civita

Arriviamo a Matera al tramonto e siamo entusiasti: è l'ultima tappa del nostro viaggio e tra le più importanti. Andiamo al b&b e riprendiamo subito la moto per andare ad ammirare le lucine accese dei Sassi di Matera dal Belvedere Murgia Timone..è qualcosa di unico e suggestivo.

Questi magnifici Sassi, però, sono stati per anni la vergogna dell'Italia. A seguito nell'esilio in Lucania, lo scrittore antifascista Carlo Levi pubblicò nel 1945 ' Cristo si è fermato a Eboli', romanzo in cui denunciò le condizioni disumane della popolazione contadina. "Questi coni rovesciati, questi imbuti, si chiamano Sassi: Sasso Caveoso e Sasso Barisano. Hanno la forma con cui, a scuola, immaginavamo l’inferno di Dante. E cominciai anch’io a scendere per una specie di mulattiera, di girone in girone, verso il fondo.”

Finita la guerra il neonato Stato italiano non poté più girare lo sguardo dall'altra parte e nel 1952 varò una legge speciale per lo sfollamento dei sassi di Matera, il risanamento dei quartieri Sasso Caveoso e Sasso Barisano e la costruzione di case popolari. Per la nuova Matera anche Adriano Olivetti progettò un modello di città ideale chiamato Villaggio La Martella, il quale non ottenne successo a causa dell’emigrazione verso nord. Negli anni '60 venne completato lo svuotamento dei Sassi, che diventarono di proprietà del demanio. Negli anni a seguire, i Sassi di Matera divennero la scenografia di importanti film come “Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini e “La passione di Cristo” di Mel Gibson che la aiutarono a crescere la fama della città.

Oggi Matera si può visitare seguendo i suoi 3 rioni principali:

- Sasso Barisano: la parte più antica, dove si trovano hotel, ristoranti e negozi.

- Sasso Caveoso: qui l'aspetto è rimasto simile al passato con grotte scavate nella roccia, le chiese rupestri e la Casa grotta, che fu abitata fino al 1957 e che oggi mostra come era una volta (camera, cucina e stalla ben organizzate nello stessa stanza).

- Civita: la collina con il Duomo e le sue viuzze.

Inoltre dalla città si può attraversare il ponte tibetano e le grotte preistoriche del parco della Murgia Materana e delle Chiese Rupestri.




Decima tappa: l'Alta Murgia e Castel del Monte

Altamura, Parco Nazionale dell'Alta Murgia, Castel del Monte

A pochi chilometri da Matera merita una visita Altamura, citta famosa per il buonissimo pane DOP e per il suo fondatore Federico II di Svevia (ad Aprile si può partecipare il festival medievale Federicus). Facciamo una passeggiata nel centro storico, vediamo la cattedrale e mangiamo delle ottime salsicce sulla brace. Torniamo sulla moto e prendiamo la strada verso il nord. Percorriamo il Parco nazionale dell'Alta Murgia, perfetto per le moto con le sue distese verde intenso e le curve dolci.

Arriviamo a Castel del Monte fatto costruire nel XIII secolo da Federico II di Svevia. L'interno è spoglio ma la struttura è affascinante con la pianta ottagonale, le torri di 23 metri e gli elementi astrologici.




Ultima tappa: Vasto e rientro

Vasto, Eremo D'Annunziano, Senigallia

Lasciamo la Puglia, attraversiamo di nuovo il Molise e scavalliamo il confine abruzzese fermandoci a Vasto. La città si divide tra il litorale e il centro storico sulla collinetta, dove vediamo la piazza principale con il Castello Caldoresco e il panorama dal Belvedere di Porta Palazzo. Vicino a Vasto c'è Punta Aderci e l'Eremo d'Annunziano costruito su un promontorio dove nell'estate 1889 risiedette Gabriele d'Annunzio. Dalla panchina si può godere il panorama, le acque verdi e azzurre della spiaggia Turchina con l'omonino trabocco accanto. Ultima tappa prima del rientro finale in Romagna è Senigallia, con la sua bellissima piazza e il suo centro sempre vitale e affascianante.


Must places:

Trabocco da Mimi, Alberobello, Ostuni, Cave Bauxite, pasticciotto da Alvino, Porto Selvaggio


Itinerario in mappa:

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