Olanda a Gennaio

Tour dell'Olanda da Eindhoven a Rotterdam, L'Aia, Mard del Nord, Amstelmeer, Giethoorn, Amsterdam e Utrecht.


ITINERARIO IN MAPPA

A Dicembre 2019 io e Federica decidiamo di visitare l'Olanda, noleggiando un auto sul posto a causa dei giorni di ferie contati che ci rimanevano dal lavoro. Avendo quindi sei giorni a disposizione pianifichiamo un tour che comprendesse i posti più famosi e le città più belle. E' stato facile perchè l'Olanda non è un territorio vasto e non presenta strade difficili. Il nome Paesi Bassi è dovuto infatti alla mancanza di territorio collinare o montuoso e alla sua esposizione qualche metro sotto il livello del mare. Spiegheremo poi di seguito la nascita dei mulini a vento e questa sua particolarità geografica.


Prima tappa: Unesco Werelderfgoed Kinderdijk e Rotterdam

Rotterdam e i mulini a vento

Con il volo Ryanar atterriamo a Eindhoven, era l'aeroporto più economico che avevamo trovato ma non dista molto dalle varie città. Usciamo dall'aeroporto e raggiungiamo gli uffici dell'Avis per ritirare la nostra auto, una piccola Peugeot 208 nuova di zecca che si rivelerà perfetta per le città e per gli spostamenti. A noi non serviva chissà quale auto in quanto, come già detto, l'Olanda è facile da visitare vista la semplicità geografica che propone.


Ci mettiamo alla guida dell'auto e impostiamo il navigatore per la prima nostra tappa ovvero la valle dei mulini a vento. Purtroppo la giornata era grigia e ogni tanto cadeva della pioggia leggera e sottile, ma lo scenario era comunque bellissimo. I mulini Kinderdijk sono Patrimonio Mondiale dell’UNESCO e simbolo dell'eccellenza olandese nella gestione dell'acqua e nella creazione dei polder (aree prima sommerse dal mare, poi bonificate tramite dighe e canali). I mulini furono costruiti nel l 1700 all'interno di un sistema di gestione dell’acqua per evitare inondazioni, distribuiti su file opposte lungo i canali. Questi 19 mulini servivano per trasportare l’acqua in eccesso verso il fiume e per tenere asciutto il basso terreno.



Rotterdam


Notiamo subito la perfezione delle strade, tipiche dei paesi nordici e il traffico regolare e non confusionario. Ci incuriosiscono i motorini che qui vanno sulle piste ciclabili. Badiamo bene di rispettare i limiti stradali e circa dopo un'ora e mezza e 120km raggiungiamo verso sera il nostro hotel.


Lasciati i bagagli in camera ci addentriamo nella città per vedere qualche punto d'interese, visto che l'indomani saremmo dovuti ripartire per la seconda meta. Questa città ci sorprende più del previsto - o forse perchè di sera le città sono sempre più belle - e raggiungiamo facilmente il centro. La Fede ci è stata in uno dei suoi precedenti viaggi e si ricorda di un'attrazione se cosi si può chiamare con delle case storte su un portocciolo, che in realtà sono le cosiddette "case cubiche" (kubuswoningen), chiamate anche paalwoningen ("abitazioni sorrette da pali"/"palafitte") o boomwoningen ("case albero"). Queste sono un particolare e unico progetto architettonico degli anni settanta grazie alla fantasia e all'ingegno dell'architetto olandese Piet Blom, caratterizzato da case o edifici a forma di cubo rovesciato. Per visitarle, dovete raggiungere la zona del vecchio porto chiamata Blaak.


Dopo la visita di questo complesso veramente strano, passeggiamo per la città visitando vari quartieri, il porto vecchio, la parte più centrale dello shopping e il Markthal ossia il mercato coperto dove si può mangiare sotto un enorme moderna volta colorata con disegni di frutta e verdura.

Rotterdam ha il più grande porto d'Europa (11º al mondo) La sua posizione nei pressi del grande delta del Reno, della Mosa e della Schelda le è valso il nome di "Porta d'Europa".


Curiosità da internet: "Rotterdam, Amsterdam, L'Aia, Utrecht e diverse città più piccole nella parte occidentale della nazione si stanno espandendo le une verso le altre al punto che l'intera area viene talvolta denotata come una singola metropoli nota come Randstad."


Seconda tappa: L'Aia e il Mar del Nord

Capitale The Hague e De Pier

La mattina successiva da Rotterdam partiamo per l'Aia, la capitale, ma solo per una visita veloce perché di passaggio. La nostra vera tappa era il Mar del Nord.

Prendiamo la strada A13 che in tutta tranquillità ci porta dritto alla capitale dei Paesi Bassi.


La città si palesa poco trafficata, molto elegante e ricca di storia. Passeggiamo per le viuzze del centro storico, scattiamo qualche foto e ci prendiamo qualcosa da mangiare. Non è una meta suggerita ma se vi trovate di passaggio vi consigliamo di farci un salto. Vediamo l’ingresso del Palazzo Noordeinde, il centro storico con le vie antiche Molenstraat e Oude Molstraat che conservano tuttora un aspetto particolare e serpeggiante e l'area di Zeeheldenkwartier bel quartiere con palazzi storici di istituzioni internazionali (vediamo anche la sede dove avevano firmato degli importati trattati internazionali ma non ci ricordiamo il nome).


Dopo aver mangiato qualcosa in giro riprendiamo la macchina per arrivare finalmente al Mar del Nord. Costeggiamo il lungomare e ci fermiamo casualmente vicino al mare nei pressi di questo luogo che successivamente scopriamo si chiami De Pier.

La prima cosa che vediamo è un'enorme piattaforma che si estende sul mare e rimaniamo stupefatti dalla lunghezza del pontile e dall'altezza della ruota panoramica e della costruzione in cemento. Questa ruota panoramica è stata la prima ad essere costruita sul mare in Europa, nel 2016. Il pontile che si estende sul mare e porta alla ruota è coperto e al suo interno ci sono una mare di negozi, ristoranti, birreria e altro.

Noi abbiamo parcheggiato non molto distante da questa imponente struttura e per arrivarci abbiamo passeggiato sotto al sole lungo la battigia, sferzati dal vento freddo ma assuefatti da questo luogo che per noi era °strano° ma bello!


La battigia era enorme e sicuramente sarà un luogo molto turistico in estate data la presenza di hotel, ristoranti, shops e tanto altro. Se contiamo la quantità di persone che possono arrivare dalla capitale, Amsterdam e città nei dintorni per passare l'estate al mare, capiamo che deve offrire tanto questo posto.

L'altro lato della medaglia, se vogliamo farlo presente, è che la vista di questa gigantesca struttura è vero che è adatta al divertimento più sfrenato, ma a noi che piace la natura ci ha dato un pò fastidio vedere °deturpata° questa bellezza marittima naturale.


Continuiamo la nostra passeggiata guardando le conchiglie e il mare e arriviamo all'entrata della struttura, sorretta da pali colorati. Entriamo e facciamo un giro per i negozi che erano aperti ma essendo in inverno non abbiamo trovato tanta gente all'interno. Arrivati alla fine del ponte ammiriamo la ruota panoramica e facciamo le scale a chiocciola intorno alla strutta per scoprire infine che dal punto più alto si poteva fare bungee jumping!! Alla faccia del divertimento che più offrire questo luogo!


Dall'alto della struttura veniamo investiti dal vento gelido che quel giorno era incessante e scattiamo delle foto al panorama circostante: il mare da una parte e le colline dall'altra...bellissimo!


Purtroppo le foto che ci sono rimaste di questa vacanza sono poche e molte sono andate perse, ma se volete farvi un'idea di questo luogo visitate il sito https://www.pier.nl/en/ per scoprire anche le varie attività che potete fare se volete passare qualche giorno qui in estate, non rimarrete di certo delusi.


Nelle vicinanze potete inoltre visitare le dune del Nationaal Park Hollandse Duinen.


Terza tappa: Mulini di Amsterdam

Diga tra i due mari e Zaansche Mill

Passate circa un paio di ore al De Pier, riprendiamo la macchina e ci avviamo verso Amsterdam che dista circa 65km. Andiamo a visitare il bellissimo museo all'area aperta di Zaansche Mill: dove si possono capire la vita industriale dell'epoca tra case, mulini, riproduzioni delle botteghe di zoccoli, formaggio e altre attività. Da non perdere!


Per raggiungere Amsterdam decidiamo però di fare il giro largo e passare sul ponte, che non è un ponte nella realtà, chiamato Afsluitdijk che collega Den Oever a Zurich. Questa strada (in olandese °diga di sbarramento) venne costruita fra il 1927 ed il 1933 per proteggere gli olandesi dalla forza del mare (ricordate quando dicevo che l'Olanda rimane sotto al livello del mare?) In questo capolavoro ingegneristico i due livelli di acqua sono differenti da ogni lato.

Da Wiki: Questa diga chiude lo Zuiderzee , un antico golfo del Mare del Nord , e lo trasforma in una distesa d' acqua dolce chiamata Jsselmeer . Oltre alla sua funzione idraulica, ospita anche l'autostrada ( A7 - E22) che collega la provincia dell'Olanda Settentrionale alla Frisia . Questa non è in cima alla diga, per limitare gli effetti del vento sui veicoli, in modo che il mare di Wadden situato sul suo lato nord non sia visibile dalla strada; tuttavia, al centro della struttura, fu costruito un posto di osservazione, che offriva una visione d'insieme dei due corpi d'acqua e dove noi abbiamo infatti scattato delle foto ricordo.


Curiosità: nel mezzo di Afsluitdijk si trova la frazione di Breezanddijk , composta da una sola abitazione, con un codice postale univoco di quattro cifre (8766).



Quarta tappa: Giethoorn, il villaggio delle favole

Alla scoperta di una fiabesca, tranquilla, piccola Venezia

Arriviamo in questo villaggio famoso olandese a sera tarda, ovviamente è inverno e il sole cala presto quindi visitiamo questo villaggio pittoresco al buio (assolutamente da provare, magari dopo averla visitata anche di giorno). Parcheggiamo l'auto appena fuori, perché il villaggio è pedonalizzato e circondato da piccoli canali e barchette..i canali d'inverno si ghiacciano e gli abitanti ci pattinano sopra!


Giethoorn si trova nei pressi del Parco Nazionale Weerribben-Wieden, una ex area paludosa.


Un pò di storia e curiosità: "la località venne fondata all'inizio del XIII secolo dalla setta dei Flagellanti, fuggiti dalle persecuzioni. Il nome originario, geitenhoorn ("corno di capra") si riferiva alle numerose corna di capra selvaggia rinvenute nelle torbiere della zona, le quali sono anche rappresentate nello stemma del villaggio.

Giethoorn raggiunse la popolarità soprattutto dopo il 1958, quando vi venne girato dalla cineasta Bert Haanstra il film Fanfare.


L'unico modo di visitare Giethoorn è come anticipato, a piedi o bicicletta. Di sera, in inverno, è spettacolare. Le luci delle case con il tetto in paglia, i fiori nel giardino inglese e la mancanza di traffico e di persone ti fanno sentire come in un universo parallelo, talmente ti immergi nella bellezza visiva di ogni angolo di questo posto che cominci a fantasticare con la mente.

Questa tappa è obbligatoria se si visita l'Olanda.. è un luogo da sogno e invidiamo i fortunati abitanti che percorrono i loro ponticelli privati ed entrano ogni sera dopo lavoro nelle loro case fatate.


Quinta tappa: Amsterdam

Bici, Museo di Van Gogh, Red Lights, Coffee shop, Birra

Ci arriviamo a sera tardi da Giethoorn..dopo tanti anni, finalmente siamo ad Amsterdam!

Amsterdam di presenta colorata e vivace, peccato per il brutto tempo che ci ha quasi sempre seguiti. Le passeggiate lungo i canali lasciano ampio spazio alla fantasia e ad ogni angolo ci sono biciclette, biciclette dappertutto!


Ad Amsterdam le case hanno una particolarità: sono strette e sembrano storte!

Perchè strette? Lo Stato in passato esigeva il pagamento di un’imposta a seconda della larghezza della casa, così gli abitanti di Amsterdam iniziarono a edificare case strette, sviluppate in altezza. I traslochi erano alquanto difficili e sui tetti veniva fissato un paranco con una carrucola, per sollevare gli oggetti. La casa più stretta di Amsterdam si trova in via Singel al n. 7, ed è larga solo 101 centimetri.

Perchè storte? La città ha forti problemi di fondazione e gli edifici ad Amsterdam devono essere più leggeri possibili, perché poggiano sopra un suolo poco solido e paludoso. Le case antiche venivano costruite su pali di legno che col tempo e l'umidità sono diventati sempre meno robusti. Inoltre hanno i fianchi legati gli uni agli altri per mantenere un maggiore equilibrio.


Tra i musei da vedere Casa di Anna Frank, Rijksmuseum e l'imperdibile Museo di Van Gogh. Vicino al museo di van gogh c'è il folkloristico mercato dei fiori "Bloemenmarkt".

Dal centro storico si può anche prendere il traghetto per passare il canale e vedere la vista della città dallo STRAAT museum.


Se durante il giorno ci si dedica alla storia, di sera Amsterdam si accende di luce e voci. Il quartiere a luci rossi, il Red Lights, è caratterizzato davvero da luci rosse, sexy shop, locali di intrattenimento e dalle famose prostitute in vetrina che scelgono i loro avventori (e ne scartano la maggior parte). Altra particolarità della città sono i coffee shop, dove si può provare la space cake (noi l'abbiamo provata e ci ha fatto ridere di gusto sulla metro) e vari tipi di cannabis. Bello come location il coffee shp: Original Dampkring Coffeeshop.


Amsterdam ha una lunga tradizione di mastri birrai, c'è un museo dedicato e si può anche andare a provare la Heineken experience.


Sesta e ultima tappa: Utrecht

Centro storico, Duomo di Utrecht, Giardino di Pandhof

La nostra ultima tappa prima di risalire in aereo è Utrecht, con il suo bel centro storico medioevale. Passiamo davanti al City Castel Oudaen, palazzo storico del 1200 costruito con mattoni, oggi uno degli hotel di Utrecht più famosi. Vediamo il Duomo di Utrecht e il suo meraviglioso giardino di Pandhof, considerato uno dei più bei giardini dei Paesi bassi. All'interno del chiostro, il giardino è suddiviso in tanti piccoli quadrati di terra con erbe e piante diverse.


Budget

In totale con tutte le spese incluse abbiamo speso 700€ a testa per 6 giorni.


Must places:

Amsterdam, Museo Van Gogh, case cubiche Rotterdam, Giethoorn, Kinderdijk, Zaanse Schans


Itinerario in mappa:

Clicca qui per vedere la mappa su Google Maps e usarla durante il viaggio


IMG_5118.jpeg

Hai bisogno di info e consigli?

Saremo felici di aiutarti 😉