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Tunisia in moto

Dicembre 2022: da Salonicco a Tunisi

5.000 km in 14 giorni, in solitaria.


ITINERARIO IN MAPPA SUGGERIMENTI MAHADIA-DJERBA KSAR GHILANE EL JEM CARTAGINE-SIDI BOU SAID


Salonicco-Palermo

1.300km - 3gg (compreso il traghetto)

La tratta Salonicco-Palermo mi ha permesso di visitare anche la Calabria e la Sicilia, due regioni italiane a cui ambivo da tempo. Per questo motivo il viaggio in Tunisia non è stato tempo sprecato, anzi, mi ha permesso di esplorare nuovi luoghi, conoscere persone e, come dicevo, mi ha permesso di visitare due regioni tra le più belle d'Italia.

Al momento della partenza da Salonicco la giornata era molto soleggiata ma veramente fredda. Perciò, prima di partire, ho indossato la calzamaglia, i pantaloni tecnici e i pantaloni da snowboard dovendo guidare 4h fino a Igoumenitsa 3,5h con 3° e alla fine non è stato piacevole, anzi.


Bari e Matera

Dopo la traversata nottura trovo a Bari una temperatura molto mite rispetto alla Grecia, sempre che si guidi di giorno e non di sera.

La prima notte, per guadagnare km, la passerò direttamente in Calabria a Marina di Schiavonea. Le tappe prefissate erano nuovamente Alberobello e Matera, luoghi che avevo già visitato in precedenza, sempre in moto, ma sempre piacevoli da rivedere.


Alberobello è sempre una chicca, passeggiare tra le sue stradine e visitare i trulli è sempre emozionante. Dopo aver ripercorso le viuzze e scattato qualche foto monto in sella direzione Matera.

Matera invece è ricca di storia, i suoi Sassi sono patrimonio dell'umanità ed è stata Capitale della cultura 2019, dove io e Federica eravamo presenti con la nostra vecchia Honda (vedi blog Sud Italia). Anche qui la sosta è stata breve ma ho avuto tempo di rivistare i Sassi, la piazza centrale che affaccia sul Parco Regionale della Murgia Materana e mangiare una buonissima focaccia calda con il prosciutto prima di proseguire verso il mio hotel. Le strade che ho percorso non comprendevano l'austrada ed i paesaggi per arrivare ad Alberobello e Matera non deludono mai, ricchi di curve, prati verdi, trulli quà e là, masserie e tanto sole che manteneva un clima caldo per essere Dicembre.

Verso sera arrivo al mio hotel, accendo il riscaldamento per la notte e mangio al Mc Donald.



Parco Nazionale della Sila, Catania, Enna e Palermo

La mattina seguente, dopo la colazione in hotel, mi vesto bene perchè l'escursione è molto pesante ancora, e parto direzione porto Villa San Giovanni dove si prende il traghetto per Messina. Il tempo, come per tutto il viaggio, rimane bellissimo, mite di giorno e freddo di notte.

Come punto di interesse imposto Il Parco Nazionale della Sila che rimane comodo e mi fiondo tra le curve di questa immensa meraviglia che volevo fare da tempo, purtroppo la stagione non è delle migliori in quanto gli alberi sono tutti spogli, ma il divertimento e il paesaggio sono assicurati!



Il traghetto per Messina ci impiega 20 minuti e lo si può comprare online attraverso l'app Caronte al costo di 13 euro per 1 passeggero e 1 moto. Prima dell'arrivo ricordarsi di fare il check in e scaricare il barcode che un addetto controllera prima di salire sul traghetto. Sono sorpreso che la Sicilia sia cosi vicina, me la immaginavo più lontana, quasi mi sembra una barzelletta l'impossibilità di fare un ponte di collegamento.


Arrivato a Messina non ho tempo per fermarmi, ho un appuntamento con un collega di Salonicco che è originario di Catania, che mi portera ad assaggiare il cornetto alla nutella siciliano. Imbocco l'autostrada Messina-Catania (costo 3,70) e devo dire che è proprio un tratto affascinante, mare sulla sinistra, gallerie che entrano in queste verdi colline e pini che dividono le due corsie di marcia, e per di più ho l'Etna innevato sulla destra in tutto il suo splendore!!. Catania è caotica ma bella ed e la Sicilia che mi aspettavo, la gente in maniche corte, il traffico consistente, bar strapieni e sole a volontà.

Dopo il caffè e il cornetto alla nutella, esco da Catania passando per viuzze, mercati e negozietti dove la gente urla, corre e si sposta velocemente, e senza casco!


Con la moto surriscaldata dal traffico, esco da Catania direzione Enna tagliando per l'entroterra. In questo tratto le belle strade, le curve, il verde non mancano, la Sicilia si sta facendo conoscere piano piano, portandomi a destinazione dopo una serie di curve che ti accompagnano fino a quasi 950 slm dove si eregge Enna alta.

Da qui si possono scegliere diversi punti panoramici quali il Belvedere Marconi, che si apre a nord includendo per intero il paesaggio dall'Etna alle Madonie e chiamato anche il salotto della città, la Torre di Federico II, dalla cui cima si domina Enna e le vallate sottostanti, nell'antica residenza estiva dell'imperatore Federico.



Dopo una sosta di circa un'ora riparto per approfittare della luce e del calore primaverile inusuale e imposto il GPS direzione Palermo passando per Termini Imerese e Bagheria. Una volta arrivato all'ultimo pezzo di strada sulla costa capisco perchè il turismo balneare in Sicilia è cosi ambito, il mare è blu profondo e i paesini storici che si vedono dalla strada fanno venire voglia. di fermarsi ogni 10 minuti.

Arrivato a Palermo circa due ore dopo essere partito da Enna, punto dirtto all'Hotel Porta Aragonese dove trovo una delle camere migliori di tutto il viaggio, grande, pulita, con la macchina del caffè e le cialde, dei biscotti freschi, Inoltre con 10 euro ho il box privato per la moto sotto al palazzo.

Palermo non mi ha dato sensazione di tranquillità e se non avessi avuto il box auto avrei cercato un parcheggio privato coperto. Siccome. la camera è in zona centralissima e a 200mt dal porto decido di passare la serata in centro in compagnia di tre spritz con aperitivo a base di arancini. La città è molto bella, viva e giovane, e passeggiare in Via Roma è uno spettacolo soprattuto la sera. Ho girato solo questa zona della citta ma è bastato per farmi innamorare di questo posto!


Nel tornare a casa un pò brillo, entro in camera al buio e accidentalmente urto con lo stinco il bauletto, scoprendo in seguito che la chiave che era inserita nel bauletto, spezzandola inesorabilmente. Qui l'esperienza di portare SEMPRE la seconda chiave di riserva (anche la terza per chi ce l'ha) mi ha permesso di non rovinare la vacanza.

Dopo il panico iniziale ho scoperto che il pezzo rimasto dentro mantiene il bauletto aperto e infilando la punta di quella di riserva o qualsiasi altra cosa il cilindro si può girare e chiudere normalmente (ancora oggi la chiave è dentro).

La mattina seguente prendo finalmente il traghetto per Tunisi, prima pero sbrigo le pratiche veloci al check in avvisandomi che non chiedono piu il voucher alberghiero, cosa che io avevopagando in anticipo gli hotel come suggerito da altri viaggiatori che hanno incontrato seri problemi in passato.



Tunisi

Ospitalita' locale

Il traghetto Palermo-Tunisi dura circa 15 ore ma il Superfast Ferry è andato molto veloce ed è arrivato con due ore di anticipo. Ho fatto il malaugurato errore di prendere una cabina condivisa e niente puo essere più sbagliato di cosi! Al mio arrivo tre tunisini erano gia a dormire, l'odore troppo forte per me e in bagno nascondevano una ventina di uccellini cardellini forse importati illegalmente. Ho quindi lasciato il mio bauletto nell'armadio e ho dormito sul divano scomodo e infreddolito. Pentito come non mai mi sono promesso che se mai tornerò in Africa in moto, o prendo la poltrona sul ponte o la camera privata, mai la camera condivisa in questi tipi di tratte.

Arrivato al porto di La Goulette sono stato tra i primi ad uscire e fiondarmi alla dogana. Qui si trovano i primi omini che lavorano in nero e chiedono soldi per aiutarti solo che non te lo dicono prima, ti si avvicinano come fossero impiegati e poi ti chiedono i soldi in seguito. Una fila di 20 minuti inutile per il passaporto e visto di ingresso per la moto (da non perdere!) e via la tarantella sbattuto quà e là da operatori diversi che controllavano decine di volte il mio passaporto (devono mangiare pure loro) e quando mi dicono che ho finito con i controlli, metto via tutto e salgo in moto, ma prima di uscire dal porto vengo rifermato per un altro controllo del passaporto! Che spreco di tempo e che stress! Dicono che il Marocco sia più efficiente in queste cose.

Eh niente, dopo mezzora riesco ad uscire e raggiungere la casa della famiglia del mio collega tunisino che mi ospiterà per la notte. Le strade a Tunisi sono belle ma lisce come l'olio e quindi pericolosissime in caso si freni anche solo leggermente. Costeggio il mare e mi addentro nella zona tra le più esclusive di Tunisi, "Berges du lac" con le sue ville bianche di lusso, quartieri fancy che affacciano sul Lago di Tunisi e che ospita molte ambasciate, per cui la sicurezza della zona è alta. Arrivato a casa della famiglia ospite vengo accolto calorosamente da mamma, babbo, fratello e la cena pronta in tavola che consisteva in un ottimo cus cus con gamberetti fatto in casa (il più buono che abbia mai mangiato) accompagnato dalla salsa piccante tipica dal nome Harissa. Dopo varie chiacchiere tra inglese e francese, mi mostrano la camera dove appoggiarmi per la notte.



Tunisi-Mahadia

Foret nationale de Tunisie

230km

Il mattino seguente ero carico per intraprendere il viaggio in solitaria dopo il pranzo per cui al mattino decido di fare un giro nella zona di Berges du Lac, passeggiando lungo il lago e ammirando gli splendidi appartamenti bianchi che affacciano sull'acqua e che sono perennemente baciati dal sole, oggi poi ci sono 28gradi!


Arrivata ora di pranzo mangiamo tutti insieme un piatto ricco di verdure, cus cus e dei dolci deliziosi fatti in casa. Ci salutiamo presto (per fortuna, stavo morendo dalla voglia di prendere la moto) e come da accordi mi lasciano le chiavi di casa del loro secondo appartamento a Mahadia, sulla strada per andare a sud, che si affaccia sul mare e non molto lontano da Djerba, la mia terza meta.

Salgo quindi sulla moto e parto in direzione Mahadia. Anche qui le strade sono scivolose perchè consumate dal traffico e per strada la gente riconosce la targa italiana e mi fa cenno di saluto.

Il primo stop che volevo fare è Hammamet, Tunisi e dintorni la visiterò l'ultimo giorno prima di ripartire, avviandomi verso la meta senza autostrada. Ad un certo punto devo svoltare a destra e me ne rendo conto all'ultimo momento mettendo la freccia e piegando verso destra tagliando di netto la statale con la moto che ondeggiava per l'asfalto liscio; direi che mi è andata bene come primo giorno. Proseguo seguendo il GPS su stradine interne e viuzze, la plastica regna ad angolo angolo come un brutto male della società, l'odore che si respira per tutta la Tunisia è proprio quello della plastica bruciata, giorno e notte, e che dopo un pò fa venire mal di testa.

Dopo circa un ora di moto mi ritrovo in mezzo al mercato di un villaggio totalmente immerso nella vera Afirca: frutta e verdura fresca ad ogni angolo, animali vivi in vendita, teste du mucche appese quà e là e bambini dappertutto. A passo d'uomo, filmando con la videocamera riesco lentamente ad uscire dal mercato e proseguire per la mia strada. Una volta arrivato ad Hammamet ho preferito proseguire dopo una piccola sosta al mare, non mi fidavo inizialmente di lasciare la moto per strada incustodita.



A circa metà strada da Mahadia, trovo l'imbocco per questo parco naturale che altro non è che una lingua di terra che separa una specie di lago dal mare ed è famoso per le sue spiagge bianche e il mare cristallino, nonchè il luogo dove si schiudono le uova di tartaruga.

Esco dalla strada principale che si trasforma in terreno sterrato e seguo la pista che porta dritto al mare, trasformandosi man mano in terreno sabbioso ma che mi fa divertire e prendere confidenza con questo tipo di fondo stradale, anche se ogni tanto mi tocca accellerare perchè arrivano veloci dei cani randagi che si riveleranno innoqui. Dopo circa 1,5km la strada si chiude perchè una vegetazione di cactus con spine lunghe 15cm ha ricoperto tutta la zona. Purtroppo non ho tempo per trovare un altro passaggio al mare anche perche a Dicembre le giornate non sono lunghissime ed e tornando indietro che che vedo sulla mia destra una struttura che somiglia a qualcosa simile ad una cattedrale. Sta di fatto che prendo la moto e in piedi sfreccio verso la struttura con il sole in faccia e la polvere che mi lascio alle spalle, quanto adoro il fuoristrada!



Arrivato a Mahadia scopro che l'appartamento è all'interno di un villaggio protetto da guardie (guardie che sono ad ogni rotonda e ad ogni angolo sulla strada in tutta la Tunisia!!)

Faccio amicizia con i due guardiani che baderanno la moto per la notte, lascio loro 20 Dinari di mancia e salgo in casa, domani inizia il viaggio vero.



Mahadia-Djerba

Mahadia, El Jem, Sfax

380km

La giornata di oggi sembra interessante, visita all'Anfiteatro romano di El Jem, un salto a Sfax a mangiare da un amico e poi all'isola di Djerba dove ero stato da piccolo con la famiglia.

Sveglia alle 7.30, prendo la moto e cercando un bar per fare colazione trovo su Maps il Vitamin Bar, affacciato sul mare. Mahadia sembra molto bella e ben tenuta, il sole è basso ma e tutto semicoperto da una strana leggera nebbia, che siano le plastiche bruciate? L'odore che si respira è sempre strano ma comunque proseguo fino al bel cimitero bianco sul mare pensando che anche io riposerei volentieri in questo posto. Entro nella medina di Mhadia con moto (la Medina sarebbe il centro storico quindi ogni citta ha la sua medina) e mi fermo al Vitamin Bar per la colazione. Ordino un caffè americano e una crêpe al gusto Mars, bomba ipercalorica ma che mi sono gustato fino alla fine (c'erano poi crepes al gusto Duplo, Kinder, Nutella, ecc). Finita colazione torno per strada, il sole è abbastanza alto e guardo il mare cristallino che è una meraviglia, ecco perchè noto numerosi villaggi turistici e appartamenti in affitto, quasi sarebbe da tornarci in vacanza penso. Questa zona è molto famosa in Tunisia e il mare è tra i piu belli in assoluto.



Anfiteatro di El Jem

El Jem non è lontano, imposto il navigatore anche se tutti i cartelli conducono li direttamente. Dopo circa mezz'ora arrivo al paese il quale è densamente abitato e con traffico sostenuto, oltre ai bambini e animali in giro per la strada.

Parcheggio la moto all'ombra di fronte ad un bar pieno di persone locali, piu sicuro che lasciarla in mezzo alla strada sotto gli occhi di tutti, mi fido poco, questa è ancora la mia sensazione, non per gli adulti che sorridono ai tursti ma per i tanti bambini che per la curiosità possono mettere le mani nelle borse laterali morbide.

La giornata qui nell'entroterra è soleggiata e calda, compro dell'acqua e mi metto in maniche corte, pago l'ingresso 10 Dinari (1 Euro=3,25 Dinari) e ammiro questa imponente struttura romana chiamata Colosseo, ben conservato e restaurato. Qui si può entrare liberamente dappertuto ammirandone ogni angolo. Hanno mantenuto questo posto quasi come all'epoca e per loro è un ottimo biglietto da visita, che sostiene anche l'economia locale. Prima di partire per la Tunisia sapevo di non dover mancare questo posto, ed è stato un bene che ci sia venuto.


Un po di storia:

"L'anfiteatro di El Jem venne costruito dai romani sotto il controllo del proconsole Gordiano I, il quale venne acclamato Imperatore a Thysdrus, intorno al 238 e fu probabilmente usato per spettacoli di gladiatori e corse dei carri (come nel film Ben-Hur). Esiste anche la possibilità che la costruzione dell'edificio non sia mai stata completata.

Fino al diciassettesimo secolo rimase più o meno intatto. A partire da quel momento le sue pietre vennero usate per la costruzione del villaggio limitrofo di El Jem e della Grande moschea di Qayrawan e, in un periodo di tensione durante il conflitto con gli Ottomani, i Turchi usarono i cannoni per stanare i ribelli nascosti al suo interno. Le rovine vennero dichiarate patrimonio dell'umanità nel 1979.

Nel 1996 l'anfiteatro fu la location del video di una celebre pubblicità della Nike, intitolato "Good vs Evil", in cui si vedevano dieci calciatori sponsorizzati dalla multinazionale - tra cui Eric Cantona, Ronaldo, Paolo Maldini, Luís Figo, Patrick Kluivert e Jorge Campos - affrontare e sconfiggere una squadra malvagia, comandata da Satana, che intendeva cancellare il gioco del calcio" Wikipedia


Uscito dall'enorme anfiteatro, mi dirigo verso Sfax, una città industriale sul mare dove mi aspetta Youssef, un amico di infanzia del mio collega di lavoro, che mi ospita al suo fast food. Parcheggiata la moto sul marciapiede, gli sguardi curiosi sono sempre tanti, tra questi c'è quello di Youssef e sua moglie, 30enni, che mi preparano subito il tavolo. Mentre parlo con Youssef, riceve una chiamata per una consegna di panini allo stadio di Sfax, quadra con colori juventini famosa in tutta Tunisia, perciò decido di andare con lui. Prendiamo la sua Golf con la ruota a terra e come dei criminali guidiamo senza regole fino allo stadio, portiamo le borse con i panini alle varie squadre dai piccoli ai grandi giocatori. Foto di rito, qualche stretta di mano e si torna a mangiare riso piccante con verdure, baguette (la mangiano in tutta Tunisia) e altre salse strane. Il cibo non era male, la pulizia e l'igiene invece erano inesistenti, in Italia non avrebbe nemmeno aperto.



Mi mancano le ultime 2-3 ore per Djerba e finchè c'è luce ne voglio approfittare, quindi guido veloce verso destinazione. Arrivando da nord scelgo obbligatoriamente di salire sul traghetto mentre domani uscirò a sud dove una strada asfaltata costruita sul mare collega l'isola con la terra ferma.

Lungo il tragitto, quando si arriva ad un qualsiasi villaggio, cominciano una serie di dossi alti che se vengono presi a velocita sostenuta si rischia davvero di volare. Per questo motivo ho scelto l'autostrada, veloce, economica e l'asfalto è perfetto. La sicurezza non è mai troppa qui infatti capita di incontrare auto in contramano, bambini che attraversano o giocano a lato della strada, e interi bazar fatti di capanne in legno o lamiera ai bordi della strada. Le stazioni di servizio o autogrill sono da scordare per cui sono stato costretto ad uscire dopo un centinaio di km.

Arrivato al porto di Jorf, salto la fila e mi fiondo davanti per fare il biglietto, un Suv con 4 ragazzi mi fa passare e mentre scambiamo due chiacchiere pago per entrambi e salto sul traghetto (60 centesimi in totale!). Sul traghetto faccio la conoscenza di una coppia italo-tunisina che mi terra compagnia per tutti i 20 minuti.


Arrivo di sera all'Hotel Menzel Caja di Michela, una simpatica signora italiana di Padova trasferitasi in Tunisia da molti anni, in compagnia dei suoi tre cani.

Mi racconta che ha un ospite di Riccione ma sfortunatamente era già andato a dormire (in effetti sono arrivato che era buio). Dopo aver chiacchierato per un'ora buona ci congediamo. Io pero imango dieci minuti sotto la bouganville a rivedere delle foto, faccio due chiacchiere con una ragazza francese e poi dritto nella mia camera.

L'indomani mi sveglio alle 7,30, preparo tutti i bagagli sulla moto e faccio colazione sotto la solita bouganville fucsia che vista di giorno uno spettacolo! La giornata anche oggi e soleggiata e il meteo promette questo clima fino al mio ritorno a casa.

Mentre faccio colazione arrivano due ragazze parigine e una signora sempre francese con cui faccio amicizia e colazione insieme. E' ora di salutare Michele e gli altri ospiti, oggi inizia la vera Africa.



Djerba-Ksar Ghilane

Tatouine e il deserto del Sahara

285km

Dopo la colazione da Michela parto per Tatouine uscendo a sud dell'isola, dove ho la possibilità di utilizzare per la prima volta la strada asfaltata che attraversa il mare (non e un ponte) per poi vedermi con Lukas, un ragazzo polacco che è partito da Cracovia con la sua ormai distrutta Suzuki 650 Vstrom.


Ci diamo appuntamento in un bar di Tataouine dove si mangiano dei mini sandwich riempiti con qualsiasi cosa. Io e Lukas abbiamo la fortuna di condividere gli stessi interessi e di voler visitare gli stessi posti percio pianifichiamo il percorso di oggi che prevede la visita al vecchio villaggio trogolodita, famoso anche questo per alcune scene di Star Wars. La città di Tatouine è nota per la sua architettura berbera. Anche il nome è berbero e significa "le fonti".

In realtà non troviamo il vecchio villaggio trogolodita a Tatouine come pensavamo, è l'intera area del Governorato che ospita piu di 150 rovine! Decidiamo alla fine di uscire dalla città e il navigatore ci porta sulle montagne circostanti dove, una volta qui, scegliamo di divertirci a fare il pesante off road sulle rocce, difficile per me vista la stazza della moto, ma che ci ha regalato un panorama bellissimo con vista della città.

Visto che il tempo stava correndo, decidiamo di proseguire per l'oasi di Ksar Ghilane passando obbligatoriamente per Ghomrassen e Bani Kheddache.



Usciti da Tatouine ci imbattiamo in una prima rovina in cima alla montagna rocciosa chiamato Ksar Beni Barka, un villaggio fortificato in rovina che fu costruito dalle comunità berbere nordafricane per respingere gli attacchi delle tribù beduine. L'edificio è costituito da un gruppo di ambienti adibiti ad abitazione e deposito di grano e raccolti. Leggiamo su internet che qui si svolgono spesso delle feste serali con musica e colori. Inoltre e' stato luogo di altre scene del film Star Wars.

Arrivati in cima al villagio si possono visitare le vecchie abitazioni o depositi, ben restaurati e fare un giro per tutto il villaggio, gratuitamente. Lungo il muro perimetrale si puo osservare per km tutto il paesaggio circostante e si possono intravedere anche le altre rovine presenti nel territorio. Infatti, oltre a Ksar Beni Barka, si possono trovare decine e decine di villaggi come questo, come ad esempio Ksar Tounket, Chinini Tataouine, ksar ElMourabitine, Hafsa (Maisons Troglodytes), Marshal Erwin Rommel (si proprio quel Rommel!).



Finito il tour proseguiamo per Ksar Ghilane, passando da Ghomrassen a Bani Kheddache dove troviamo una delle strade panoramiche migliori della Tunisia che si snoda tra le montagne rocciose Noi l'abbiamo fatta da Sud a Nord e l'intero panorama attorno a noi era puro deserto roccioso, ricco di curve ma con discreta altitudine. La strada è asfaltata ma questo tipo di asfalto è troppo ruvido e rende la strada meno sicura soprattutto in curva.

Durante il percorso si puo vedere una sagoma a grandezza naturale di un dinosauro che scruta l'orizzonte. Non è segnalato nella mappa ma si trova proprio in questo tratto di strada. Leggo successivamente che l'Università di Bologna insieme all'equipe tunisina hanno trovato scheletri interi di dinosauri che risalgono a 110 milioni di anni fà oltre ad altri reperti vari nella zona di Tatouine.

Avrei voluto fermarmi e raggiungere in moto il dinosauro ma quando ho suonato Lukas non mi ha sentito minimamente, per cui abbiamo proseguito fino a fermarci al Café la vague de sable D'or per rifornirci di muffin e croissant, dove io ho poi giocato tutto il tempo con un minuscolo gattino rosso.



Da Bani Kheddache all'oasi di Ksar Ghilane la strada è tutta asfaltata ma con diversi tratti ricoperti da sabbia facile da attraversare (o almeno nel nostro caso non c'era vento), anche perche non sono dune di sabbia ma un tappeto dicirca 10-15cm.

La parte migliore era lo spettacolo della natura in cui eravamo immersi. E' emozionante guidare ed essere circondati da un vuoto senza fine, uno spazio piano infinito a perdita d'occhio, sabbia e roccia che si sarebbero trasformate in dune di sabbia e cammelli che pascolavano ovunque.



Gli ultimi 30km dall'oasi ho dovuto farli velocemente in piedi e con la visiera scura perchè il sole stava tramontando proprio davanti a me accecandomi (consiglio di non provare l'esperienza).

Dopo l'ennesimo posto di blocco della polizia (sono gentili e vogliono solo fare delle chiacchiere), arriviamo all'oasi al cui interno i camping possono ospitare centinaia di persone. Entriamo nell'oasi circondati da migliaia di palme altissime, giardini curati, erba, orti ed enormi pozze d'acqua che fumavano, un'oasi vera e propria!


Il nostro camping si chiamava l'Oasis ed ero quello che affacciava il deserto del Sahara, lasciando ammirare dune infinite di sabbia e numerosi cammelli.

Parcheggiate le moto alla Reception mi assegnano la camera prenotata (dentro c'erano 3 letti singoli attaccati con coperte mai lavate, infatti ho dormito vestito) e con il bagno privato. Per giungere al camping Oasis c'è un piccolo tratto di sabbia ma attraversabile con qualsiasi moto. A queste oasi non manca nulla, hanno bar, ristoranti, fuoristrada Toyota 4x4 e centinaia di quad per far divertire i turisti, infatti la prima cosa che si nota all'arrivo sono i turisti che sfrecciano sui quad.



Mentre Lukas montava la tenda (lui mi seguiva ma senza avere nessuna prenotazione) abbiamo optato per la cena al camping, al costo di 10 euro a testa, che prevedeva lo spettacolo di questo signore che davanti al falò e con le persone intorno, preparava una specie di pane enorme a forma di pizza, sopra un pezzo di legno, per poi cuocerlo sotto la sabbia bollente scaldata precedentemente dal fuoco, spostando le ceneri prima di nasconderlo sotto.

Wow, lo spettacolo lascia senza parole anche perchè nel giro di 20 minuti è pronto, anche se le facce delle persone lasciavano intendere che avremmo mangiato anche la sabbia. Invece no, la sabbia del Sahara è talmente fine che sembra farina, percio con due o tre manate l'impasto cotto era totalmente pulito.

Questo è il cibo dei beduini, che in origne preparavano durante l'attraversamento del deserto, ed era buonissimo!

Una volta pronto il pane ci fanno accomodare dentro al ristorante portando ad ogni tavolo pezzi del pane ancora caldo, seguendo poi un cameriere che ha portato un vaso in pietracotta rivoltando in una pirofila tutto l'interno, ovvero carne di pecora/agnello stufata con le verdure, buona e saporita. Per finire ci portano i datteri raccolti dalle palme di fuori. Consigliatissima come esperienza.



Arrivata sera Lukasha la tenda pronta ma la temperatura si sta abbassando notevolmente per cui gli presto una coperta pesante e un cuscino per la notte preso in prestito da uno dei letti che avevo in camera. In effetti, la temperatura di notte scende sotto lo zero, Lukas è quasi congelato ed anche io mi sono preso una bella ghiacciata nonostante avessi il condizionatore a 32 gradi in camera. La mattina ho fotografato il ghiaccio sulla moto dovuta all'escursione termica.



Ksar Ghilane-Tozeur

La Porta del Sahara, Chott el-Jèrid, il Magic Bus, Route transversale tunisienne

290km

L'indomani siamo senza colazione, ma non ce ne preoccupiamo, ho dietro delle barrette proteiche e dei succhi perciò ci arrangiamo. Ultima passeggiata sulle dune, qualche foto di rito e un giretto veloce nell'oasi. Il giretto si trasforma in un paio di ore, abbiamo camminato tra palmeti meravigliosi, per terra tanta erba, e poi seguito questi canali in cemento che altro non sono che acque nere che vengono filtrate e bollite in modo da essere riutilizzate per i servizi, per irrigare i campi e le palme, ecco perché qui tutto splende! Le stesse acque nere che vengono fatte bollire, le ha trovate Lukas sottoforma di laghetto dove e' possibile la balneazione, e lui non da meno si è spogliato e tuffato dentro mentre io ho preso un caffè.



Una volta pronti prendiamo le moto, usciamo con meno facilità dalla sabbia e riprendiamo l'asfalto in direzione Douz.

Come prima tappa vogliamo visitare la "Porta del Sahara" dove comincia appunto il Sahara Tunisino. Qui si può anche con il proprio mezzo per fare un giro sulla sabbia dove poco dopo mi sono impiantato con la moto, ma alla fine ne sono uscito.

Storicamente Douz è sempre stata un'importante sosta per le carovane che transitavano tra il Sahara e la Tunisia settentrionale ed ogni anno a Novembre e Dicembre viene svolto il "Festival del Sahara" che richiama le tribù nomadi di Tunisia, Algeria, Libia ed Egitto, riempiendo la città di turisti da ogni parte del mondo.

Per arrivare qui si percorre una strada circondata da palme, e spesso in Tunisia ci si imbatte in strade del genere, che sono spettacolari.



Ci dirigiamo verso Tozeur, perciò torniamo indietro sulla strada principale in compagnia qualche cammello, notiamo ancora tante belle capanne tutte colorate che fungono da caffè o ristoranti (mi sarei fermato volentieri ma eravamo in ritardo), passiamo anche di fianco ad una raffineria di petrolio super sorvegliata e imbocchiamo la strada che taglia a metà Chott el-Jèrid, un lago salato enorme dove scorazzare e guardare un paesaggio piatto senza una fine.


Corriamo in piedi sulle moto e prima che il lago salato finisse a nord, ci addentriamo con le moto (la terra era super battuta) e seguiamo la pista che porta al Bus abbandonato.

Sta arrivando il tramonto, le foto e i video che ci facciamo a vicenda mentre scorazziamo con le moto sono perfette, mi sarei accampato qui avessi avuto la tenda, ma di notte fa veramente freddo. Avrei anche voluto portare il drone ma qui è illegale come anche è illegale il binocolo in quanto classificati come dotazioni militari.

La storia di questo bus è che fosse stato abbandonato dopo aver girato scene di un film, ma non ci sono molte notizie al riguardo su internet. Però ci siamo divertiti a raggiungerlo e a salirci, ma ben presto arriva l'ora di salutarlo per raggiungere Tozeur prima che faccia buio.



Prima di lasciare definitivamente il lago salato vediamo sulla mappa questo punto di interesse chiamato Route transversale tunisienne (che pensiamo fosse il nome della strada che taglia il lago), ma che invece si rivela una pozza di acqua circondata da tanto sale, con attorno delle barchette a vela dai mille colori. Anche qui, dall'altro lato della strada, sono presenti bancarelle e ragazzini che cercano di venderti di tutto.

Se compri qualcosa poi arriva anche l'amico, e l'amico dell'amico per cui diventano tutti un po molesti.



Gli ultimi km per raggiungere Tozeur sono stati facili ma freddolosi visto che il sole era già basso. Come sempre facciamo benzina la sera prima per essere pronti il mattino seguente, poi ho raggiunto la mia sistemazione che si rivela una bellissima villa di un uomo tunisino facoltoso e gentilissimo, situata in centro città.

In Italia mi aveva chiamato per propormi la cena dove sua moglie avrebbe preparato piatti tipici tunisini. La cena è stata squisita anche se avevo pochissima fame.

Questo b&b l'ho pagato 58 euro e la cena 16, per essere in Tunisia non è poco ma avevo bisogno di una camera pulita dove poter riposare normalmente.

L'unica fregatura è che mi hanno chiesto altri 10 Dinari perchè la birra analcolica tunisina non era compresa (ma come, con 16 euro non è compresa??)

Prima di andare a dormire mi vedo con Lukas in "centro" dove lui ha mangiato con pochi spiccioli tutto quello che voleva e mi racconta che sempre per pochi spiccioli ha trovato un letto per la notte in un posto che lo ha definito bettola.


Tozeur-Sbeitla

Deserto salato Chott El'Gharsa, Star Wars: Mos Espa, Ong Jmal

300km

Passata la comoda notte nel b&b, trovo pronta un'abbodante colazione fatta di marmellate, croissant, crêpes, pane, caffè e tanto altro, che mi permette di partire in forza ma da solo, verso il deserto salato Chott el'Gharsa.

Il proprietario del b&b ha suggerito di arrivare al luogo dove hanno girato Star Wars e di proseguire a destra seguendo le piste create dalle auto 4x4.

Ong Mal sarà il luogo magico del viaggio ed è il posto perfetto per chi ha la passione delle due o quattro ruote perche potrebbe non annoiarsi mai.


Una volta partito dal b&b mi addentro per sbaglio in qualche piccolo villaggio sulla strada, trovando bambini scalzi e poveri che giocano felici davanti casa, case che sono veramente quattro mattoni e basta, però la gente sorride e mi saluta. Uscito da qui riprendo la strada principale e seguo il navigatore verso Nafta, dopo qualche km giro in direzione Star Wars: Mos Espa dove si apre davanti a me una strada asfaltata leggermente in discesa a forma di lungo serpentone, con sabbia bianca da entrambi i lati che dona a questo posto un tocco unico.

Percorro la strada in velocità, mi diverto tra le curve dolci, saluto qualche persona che cammina per strada e arrivo al luogo prestabilito. Decido di visitare le strutture del film ancora intatte ma sono troppo curioso di andare a Ong Jmal, location originale di Tatooine, il paese d'origine di Luke Skywalker dell'universo e filmografia di Star Wars

Per i fan di Star Wars è una tappa obbligatoria che si trova ai piedi del deserto (che poi lo chiamano Sahara ma è la parte del deserto salato), dove prenotare una guida locale oppure noleggiare una macchina per poter raggiungere il luogo esatto senza errori. Anche se per molti siamo in pieno deserto, in realtà somiglia ad un vero e proprio lago salato al cui interno ospita una specie di Canyon che da la sensazione di trovarsi in un pianeta diverso dalla Terra.


Percorro quindi la pista lasciata dai fuoristrada 4x4 e alcuni di questi, pieni di turisti, mi sorpassa a piena velocità mentre io, a causa del terreno troppo duro e del fango irregolare asciutto, soffro i sobbalzi della moto. Ogni tanto le "strade" si intersecano e se cambio direzione mi porteranno sulla sabbia, per cui continuo dritto aggirando il Canyon, arrivando al sito Ong Jmal in breve tempo.

Il territorio è lunare, il nulla per km e km, ed è bellissimo, lascia senza parole. Qui è possibile correre in lungo e in largo per ore e ritrovarsi smarriti da qualche parte.

Parcheggio la moto e faccio il piccolo sentiero che porta in cima al monte che somiglia ad un cammello e da sopra si può ammirare la grandezza di questo ambiente.

Come in ogni luogo turistico anche qui si avvicinano tre bambini con in braccio una volpe del deserto al guinzaglio, palesemente infelice di essere in quelle condizioni.

Io amo gli animali e so che questo dovrebbe essere vietato ma la polizia non arriverà mai in questo luogo per controllare che vengano rispettate eventuali regole, per cui se non si cambia questa cultura, le cose non cambieranno mai. Ho fatto una foto con la volpe in mano per poterla accarezzare dolcemente e mi sono assicurato con i ragazzini di trattarla bene e hanno acconsentito, in cambio mi hanno chiesto delle penne che avevo e ho dato loro volentieri.



Anche qui vengo molestato per fare il giro con il cammello o le foto con il cammello. Respingo più volte la loro insistenza ma mi sono accordato per farmi fare solamente delle foto sopra all'animale e con la moto di fianco.

Anche qui sono presenti bancarelle, capanne che fungono da bar, e tanto altro.



Ora tocca a me correre nel canyon seguendo le piste, piste le quali percorrono in pendenza il fianco del canyon per poi scendere a valle, quasi fosse una pista per skater! Salgo sulle dune di terra e riscendo dalla parte opposta a tutta velocità, e cosi, via per un'ora intera. Si potrebbe andare avanti cosi per giorni ma devo arrivare a Sbeitla per cui decido di seguire questa strada battuta in direzione del punto turistico di Star Wars.

Dopo circa 2km vedo a sinistra la strada battuta che ho fatto all'andata per cui taglio sulla sabbia che ci separa e mi faccio almeno un km cosi, piantandomi un paio di volte ma riuscendo comunque ad uscire e raggiungere il pezzo battuto.

Raggiungo Mos Espa e parcheggio la moto, curioso di visitare tutto il sito, le foto, e tutto quello pancora presente ma in un attimo vengo assalito da più persone che vorrebbero farmi assaggiare erbe, girare con il cammello, vendere calamite, ecc.

Questa volta faccio fatica a respingerli per cui faccio una foto al sito veloce e scappo via! Peccato perché sarebbe stato interessante davvero.



Pista di Rommel

Prossima tappa la famosissima Pista di Rommel: in Tunisia si trova un itinerario stupendo che si snoda tra le montagne, un itinerario che custodisce il fascino della Seconda Guerra Mondiale e di un generale chiamato Rommel, della sua leggendaria pista ancora oggi esistente, racchiusa tra le Gole di Selja e unita alla straordinaria bellezza degli scenari naturali che caratterizzano l'area in cui si inserisce.

Fatta costruire dal generale Rommel, chiamato anche la "Volpe del deserto", durante la Seconda Guerra Mondiale per sfuggire all'accerchiamento degli Alleati.

Per godere appieno dei suoi panorami in generale si consiglia di percorrere la pista partendo da Nord e scendendo verso Sud, affiancando la montagna e percorrendo la pista fatta di lastre di cemento, fermandosi di tanto in tanto ad ammirare Chott, il Sahara e le oasi di montagna sottostanti.


Per chi non volesse fare questa pista in fuoristrada (coordinate N34 22.251 E8 09.919 fine pista N34 18.446 E8 10.134), basta impostare Pista di Rommel su Google Maps per godersi quella asfaltata che si snoda tra queste splendide montagne spoglie e rocciose. Il divertimento è assicurato e la vista è mozzafiato!


PS: della pista di Rommel ho solo video (@teneroad) ma fortunatamente ho fatto qualche foto alla strada che porta alla pista. La catena montuosa che si vede è unica nel suo genere, le foto non rendono, ma presenta sfumature viola, gialle, marroni e si vede anche qualche oasi alle sue pendici, come quella di Chebika.



Finita l'esperienza di Rommel, proseguo verso l'Oasi di Chebika ma anche qui non appena scendo dalla moto mi chiedono i soldi del parcheggio (era pubblico) e si propongono in tre a farmi da accompagnatori, poi ho visto le bancarelle e sarei stato molestato ancora di più perciò ho ripreso la moto e sono andato via, oggi Lukas non era con me perché voleva visitare altro ma qui c'è gia stato questa mattina quando era deserto salato stato e mi ha detto che non era nulla di imperdibile.


Proseguo verso Sbeitla ripensando a quante bellezze naturali ho visto fino oggi, a quanto offre questo Paese e quanto poco tempo sto dedicando a queste cose.

Mi incontro con Lukas a metà strada e ci raccontiamo le esperienze della giorrnata, proseguiamo insieme verso Sbeitla maledicendo i dossi ad ogni ingresso nei villaggi, proseguiamo a passo d'uomo attraversando il mercato del paese cercando di farci strada tra bancarelle, animali, centinaia di persone che ci guardano e salutano e, prima che facesse buio, ci fermiamo nuovamente a mangiare carne di pecora grigliata, harissa e verdure.



Verso sera arriviamo a destinazione, Lukas cerca un hotel per la notte (solita bettola per pochi euro) mentre io raggiungo l'hotel prenotato con parcheggio privato. Per 36 euro con colazione inclusa ho una camera enorme con terrazzo, abbastanza pulita e dotata di ogni comfort. La hall dell'Hotel Sufetula è molto capiente ed è presente un bar pieno di gente, invito cosi Lukas per le ultime chiacchiere prima di andare a dormire.


Sbeitla-Bizerte

Sito archeologico di Thugga, Bizerte

310km

Il mattino seguente, dopo la colazione un po scarsa in hotel, faccio la conoscenza di un gruppo di italiani di Milano molto simpatici, e mi do appuntamento con Lukas al sito archeologico di Sbeitla che non visiteremo per mancanza di tempo, ma da cui benissimo l'interno costeggiando la ringhiera perché priva di alberi o cespugli.

Poco prima di partire si avvicina un signore che tenta di venderci un'antica moneta romana di chissà di quale valore, stessa moneta che un altro signore ha provato precedentemente a vendermi al benzinaio.

Partiti con le moto, il clima è leggermente piu freddo ma il tempo sempre spettacolare, man mano che saliremo verso nord la temperatura scenderà gradualmente d'ora in poi. Ci fermiamo a pranzare in un villaggio a caso, Lukas mi ha fatto fermare a lato della strada per andare in perlustrazione gastronomica. Scopre cosi un ristorante con griglia all'aperto perciò ci sediamo e ordiniamo pesce grigliato, harissa come sempre, carne grigliata sempre di pecora, verdure miste, pane e acqua. Con 13 euro a testa direi cha va bene, inoltre il ristorante al suo interno è molto bello, tappezzato di foto di turisti con le 4x4, foto del deserto e tanto altro, quasi fosse una tappa annuale per gli amanti del fuoristrada. Anche il giardino interno è pieno di fiori e addobbi colorati.

Noi abbiamo mangiato fuori lato strada per controllare le moto, ma andando in seguito a lavarci le mani abbiamo notato nuovamente che, in effetti, in quasi tutti i ristoranti c'è il lavandino fuori dal bagno.



Ore 14 arriviamo al sito archeologico di Thugga (o Dougga) a grandezza di una città intera. Il sito lo si vede anche in basso dalla strada perché prende un'intera collina e c'è tantissimo da vedere, essendo un sito romano conservato molto bene. Parcheggiamo le moto davanti al gabbiotto di un ragazzo molto simpatico che ci chiede delle moto e da dove veniamo. Compriamo poi i biglietti alla modica cifra di 12 Dinari e facciamo visita al sito.


Un pò di storia presa dal sito internet di Dougga:

"La Tunisia è stata parte dell’Impero Romano per quasi cinque secoli. I 150 anni sotto l’Impero Romano d’Oriente, che si è imposto con la distruzione di Cartagine e la conseguente vittoria delle guerre puniche, hanno radicato una profonda tradizione bizantina di cui è rimasto uno spettacolare patrimonio architettonico.

Nella regione nord-occidentale della Tunisia, sulla cima di una collina a 571 metri di altitudine nella valle di Oued Khalled, si trova il sito archeologico di Dougga, un nome moderno dell’antica città di Thugga che, prima dell’annessione romana della Numidia, era la capitale di un riconosciuto stato libico-punico.

Le imponenti rovine sono oggi la testimonianza di una città numida romanizzata, molto fiorente nel periodo bizantino, sviluppata in modo davvero interessante ed unico dal punto di vista urbanistico: i quartieri erano disposti a terrazze di cui le centrali erano destinate alle abitazioni private più importanti e agli edifici pubblici.

Secoli di storia raccontati in 75 ettari. Dougga è infatti oggi sito archeologico di sintesi tra le diverse culture che l’hanno vissuta tra il II e III sec d.C, nonché l’esempio meglio conservato di una città africo-romana nel Nord Africa. Per questo motivo dal 1997 è annoverato nella lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità dell’UNESCO.


Nonostante le attività di restauro del secolo scorso, il livello di autenticità rimane molto alto poiché non ha subito particolari alterazioni.

Il centro monumentale costituito dal foro e dal mercato, insieme con i bagni pubblici, il teatro ed il circo, integralmente conservati, riflettono perfettamente il modo in cui una popolazione indigena si sia urbanisticamente adattata ed evoluta durante il periodo romano.

Il monumento più imponente nel complesso archeologico di Dougga è il Capitolium. Eretto al tempo dell’imperatore romano Marco Aurelio, tra il 166 e il 167 d.C, il Tempio Capitolino è dedicato alla Triade Capitolina (Giove, Giunone e Minerva), un vero e proprio culto nazionale del popolo romano.

Il sito archeologico di Dougga ospita un altro grande monumento. Si tratta del Mausoleo di Massinissa, fatto erigere in onore del padre da Micipsa, sovrano berbero re dei Numidi, nel 138 a.C. Il monumento funerario di Dougga è un mausoleo a torre costituito da una pianta poligonale che sorregge una struttura a più livelli, l’ultimo dei quali a forma piramidale


Dougga, insieme a Cartagine ed El Jem costituiscono un patrimonio artistico e culturale senza pari. Rappresentano parte della storia della Tunisia, di quando era una colonia romana fondamentale per l’Impero conosciuta anche come il granaio di Roma per la fertilità delle sue terre. A Dougga il tempo si è fermato: ci si sorprende con uno sguardo critico e curioso senza lasciarsi sfuggire il minimo dettaglio. "

Per ulteriori informazioni: www.tunisiaturismo.it


Finita la visita, torniamo alle moto e conosciamo una coppia di Milano con una Bmw 1250 nuovo di pacca e scambiamo due chiacchiere, loro arrivano da Tunisi perciò il viaggio per loro è appena cominciato. Qui a Dougga ci sarebbe da visitare anche l'acquedotto romano e l'arco romano ma non abbiamo tempo.

Sfortunatamente la strada tra me e Lukas si divide qui, lui prosegue verso Tunisi e io verso Bizerte anche se l'indomani avremo la possibilità di vederci nuovamente a Tunisi visto che il traghetto parte alle 23.30 ma non si sa mai, perciò baci e abbracci ma eravamo sicuri di rivederci il giorno dopo.


La strada per Bizerte è fantastica, si trasforma da territorio desertico e roccioso a una piccola Svizzera con parchi nazionali, colline verdi, vigneti, montagne e foreste.

La strada è bella, ricca di curve, l'asfalto buono anche se presenti numerevoli buche, quindi devo prestare attenzione. Non mi sembra di essere in Tunisia, mi sento da un'altra parte, guidando veloce per non arrivare con il buio.

Manca poco a Bizerte e l'aria sa già di Mediterraneo, seguo le indicazioni per il centro città e passo per il lungomare, sembra di essere a Miami, con tanta gente in giro, le altissime palme che nascondono il sole che sta tramontando e il fiume della città che sfocia nel splendido mare.

Seguo il navigatore che mi fa proseguire nella medina di Bizerte chiamata Dar Warda, al cui interno i colori sono bianco e blu. Finisco con la moto in strade strette, mi faccio largo tra le persone locali che si appoggiano al muro per farmi passare e arrivo all'hotel Dar El Kasba Bizerte, in piena medina dove per 43 euro ho anche la colazione.

Qui un signore gentile mi accoglie e chiedo subito dove hanno un parcheggio o dove c'è un parcheggio sicuro per la moto. Sono stato cosi stupido che ho preso un hotel senza parcheggio?? Ed è proprio quando mi sono fatto questa domanda che il signore ha aperto entrambe le porte facendomi cenno di entrare e parcheggiare la moto nella hall, altro non è che casa loro ho scoperto in seguito. In questo momento la moto può riposare tranquillamente e la posso vedere dalla finestra interna della camera piccola ma carina, incredibile! La colazione accordata alle ore 9.30 va benissimo, domani ho tutto il giorno per visitare Tunisi che dista solamente un'ora di autostrada da qui.



Dopo una doccia al volo esco finche c'è il tramonto, ritorno indietro a piedi attraverso le viuzze strette della Medina e mi trovo in centro sul porto. Bizerte è bellissima, con tutte le casette colorate, il tramonto che colora le barchette dei pescatori, e l'odore classico del porto che avvolge la zona.

Bizerte sarebbe da scoprire con un bel week end ma non ho tempo a sufficienza, mi consigliano di vedere il porto , il lungomare con le palme e le spiagge ma spero vivamente un giorno di ritornare in Tunisia per rivedere tutto.

Mangio un kebab seduto al porto e poi bevo un thè al costo di 1 dinaro in centro.

La colazione del mattino seguente è stata tra le migliori in assoluto, una pentola di caffè solo per me, succo, yogurt, una baguette intera con nutella o marmellata a disposizione e croissant da poter farcire a piacimento. Anche l'uovo sodo che non manca mai è utile per tappare la fame per qualche ora. Anche la moto mi ha fatto compagnia durante la colazione.



Bizerte-Tunisi

Tunisi, Cartagine, Sidi Bou Said

150km

Ultima giornata in Tunisia, ultima giornata di un viaggio pazzesco.

Chiamo Lukas per sapere se avremmo avuto possibilità di vederci e mi da la posizione del suo hotel dove mi aspetterà in seguito per visitare Cartagine e Sidi Bou Said, le zone più famose e interessanti di Tunisi.


Da Bizerte prendo l'autostrada, comoda, veloce ed economica, e finisco per uscire all'altezza del porto di La Goulette. Mi metto in coda dietro a auto per pagare al casello, pianto i piedi per terra e imposto il navigatore con la posizione di Lukas.

Ad un certo punto sento la moto che viene spinta in avanti e per non cadere sono costretto a camminare insieme a lei, per cui mi giro e e vedo il muso di un pick up appoggiato alla ruota posteriore che mi sta spingendo in avanti, in quanto il guidatore stava fissando il cellulare. Con il pungo destro impazzito comincio a colpire il cofano urlandogli contro come un pazzo. La polizia al casello interviene perché ho perso lucidità, la moto è nuova e costosa, siamo in Tunisia e se ho dei danni chi paga? e se cadevo?

Avevo l'unico traghetto della settimana la sera stessa e potevo farmi male o peggio ancora tornare a casa nella speranza che la sua assicurazione pagasse un eventuale danno (se aveva un'assicurazione).

Per fortuna ha spinto piano piano la moto toccando la ruota posteriore senza graffiare o rompere altro come il portatarga, sono stato fortunato. Ho mandato a quel paese Polizia e guidatore e sono volato a Tunisi con l'istinto omicida.


Incontro Lukas che ride quando gli racconto la storia del casello e andiamo insieme a questo splendido paesino bianco e blu chiamato Sidi Bou Said.

Questo paesino è situato a poco meno di 20km da Tunisi ed ha una reputazione di paese degli artisti, qui infatti hanno vissuto artisti come Paul Klee, Gustave-Henri Jossot, August Macke, Saro Lo Turco e Louis Moillet e altri numerosi artisti tunisini di Sidi Bou Said che sono membri della Ecole de Tunis (scuola di pittura di Tunisi). Ma è solo durante gli anni venti del Novecento che Rodolphe d’Erlanger applicò il tema bianco-blu in tutto il paese.

Passeggiare in queste vie ricorda la mia Grecia, paese in cui vivo, ma la tradizione araba la si può percepire ovunque. Il paese è molto turistico, ci sono negozi bellissimi di oggetti colorati, rose del deserto, souvenir, come anche ristoranti, bar e tanto altro. Noi abbiamo mangiato un kebab in un bar con giardino interno molto bello, colorato di bianco e blu e con tanto sole sul viso. Anche qui la toilette era a porte chiuse ma il lavandino per lavarsi le mani era all'esterno tra i tavolini.. Dopo una camminata di mezz'ora in mezzo a tantissima gente siamo arrivati sul lato che affaccia il mare (il paese è sopra una collina) e da qui la vista dall'alto sul Mediterraneo e su Tunisi era qualcosa di incredibile, merito anche del clima e del tempo sereno.



Concludiamo la visita di Tunisi con Cartagine, perciò risaliamo in moto e arriviamo al suo ingresso dove veniamo subito assaliti da chi ci vuole vendere di tutto ma anche rifiutando questa volta rimangono gentili e simpatici. Per arrivare qui, si passa davanti la casa presidenziale tunisina e alla Moschea Malik Ibn Anas che è bellissima e curatissima, circondata da giardini botanici e nemmeno un pezzo di plastica nei dintorni.

A sorvegliare l'edificio presidenziale ci pensano una serie di gendarmi e dei poliziotti con la moto a fianco, che ci suonano al nostro passaggio.


Pagato il biglietto 12 dinari entriamo a Cartagine, tutto molto curato e tenuto bene.

Cartagine è una antica città tunisina in capo al Governatorato di Tunisi (viaggiando in tutta la Tunisia ci sono spesso cartelli che indicano il Governorato di appartenenza), situata a 16 chilometri a nord-est della capitale. Prende il nome dalla antica città fenicia, poi romana, i cui resti archeologici si trovano all'interno della sua area urbana. Qui troviamo le Terme di Antonino che sono splendidamente conservate, la città punica è anch'essa in buone condizioni, le ville romane sono splendide e il Teatro Romano. Complice un tempo meraviglioso, la vista sul mare da Cartagine è molto bella, il marrone delle rovine e il blu intenso del Mediterraneo permettono foto bellissime.




Dopo la visita di Cartagine, io e Lukas passiamo il pomeriggio al centro commerciale di Tunisi (uno a cas0) dove poter passare qualche ora prima di andare al porto. La sua nave parte alle 3 di notte mentre la mia alle 23.30 percio ad una certa ora ci siamo salutati calorosamente nel parcheggio sotterraneo. C'era la possibilita di incontrarsi nuovamente al porto perche anche lui avrebbe dovuto presentarsi con molte ore in anticipo.


Il mio arrivo al porto La Goulette e stato veloce, poco traffico ed un paio di semafori. All'arrivo al check in si viene fermati a lato da 3/4 persone che ti chiedono biglietto, libretto e altri documenti e vanno subito a fare il check in per te in 2 minuti senza che ti scomodi dalla moto. Ho capito dopo che non sono ufficiali ma persone che poi ti chiedono qualcosa per il favore. Sinceramente, in questo caso sono stato contento perchè sono stato sulla moto senza lasciarla incustodita e in due minuti ho avuto tutto l'occorrente.

Alla fine il mio traghetto è partito con 3 ore di ritardo, ho conosciuto Gianni, un signore grande viaggiatore in moto che mi ha fatto compagnia per tutto il ritorno, altrimenti mi sarei annoiato a morte sulla nave. La notte l'ho passata sul divano perchè nella camera in comune l'odore delle persone che stavano dormendo era nauseante, come ho detto all'inizio, mai più la cabina condivisa!



Il ritorno dall'Italia alla Grecia è stato veloce, ho fatto il percorso a ritroso da Palermo a Salonicco e il tempo è stato piu freddo ma sempre soleggiato. Sono arrivato ai piedi dell'Etna il quale era ricoperto di neve, mi sono fermato per la seconda volta al Castel del Monte in Basilicata e ripreso il traghetto da Bari a Igoumenitsa. Da Igoumenitsa a Salonicco ho guidato dalle 5.30 del mattino con -4 gradi per tutte le quattro ore di tragitto fino ad arrivare a casa stremato e febbricitante per il freddo.



Conclusioni:

un viaggio che merita una seconda o terza visita. La Tunisia offre tantissimo e ha superato le mie aspettative. Sinceramente non sono mai stato convinto al 100% ma devo dire che mi ha sorpreso in tanti aspetti, dalla rete stradale, le spiagge, le persone, il deserto e i prezzi veramente bassi.

Lati negativi ci sono come per tutti, ovvero l'insistenza dei venditori, la moda di vendere cose ai turisti a prezzi esorbitanti, la sicurezza stradale in quanto soprattutto gli scooter tagliano la strada in qualsiasi momento.


Suggerimenti:

- avere con sé un kit per le forature se attraversate zone isolate. L'assistenza stradale c'è ma si rischia di perdere troppo tempo se avete i giorni contati o se sta calando il sole, l'escursione termicae pericolosa specie nelle zone desertiche


- se avete tempo, esplorate le strade anche meno conosciute evitando di tanto in tanto le autostrade, vi immergerete con la natura e scoprirete paesaggi inesplorati, specie nella zona del lago salato e del deserto salato


- sempre utile avere cash, anzi forse è d'obbligo se si mangia per strada a poco prezzo e rimane la forma più sicura di pagamento. A Tatouine, quando ho prelevato al bancomat con un occhio guardavo la moto per strada e con l'altro le persone che avevo sul collo che volevano guardare uno straniero che prelevava


- la rete stradale offre aree di servizio molto più capillari al Nord invece che al Sud.

La tanica non l'ho mai usata perché prima o poi un benzinaio lo si trova, e parlo di stazioni di servizio vere non dove vendono illegalmente la benzina algerina rubata stipata in bottiglie di plastica e filtrata con t-shirt


- sopratutto a Dicembre sempre bene portarsi una maglia o calza termica perché lo sbalzo giorno-notte è notevole


- tranquilli per la gendarmeria, mi hanno fermato e fatto complimenti per la moto e per il paese da cui provengo e dando un'occhiata veloce al passaporto, nessuno mi ha mai chiesto soldi


- ricordate l'igiene? se avete tanti chilometri e pochi giorni, meglio concentrarsi su hotel di categoria superiore, un hotel medio con parcheggio e colazione lo si puo travare a 30-40 euro a notte e se si viaggia in coppia il costo è diviso a meta!


- non fidatevi delle persone con il cammello perchè dopo aver insistito pesantemente provano l'ultima tattica: ti dicono che ti fanno una foto a te e alla tua moto come regalo poi avvicinano il cammello e ti dicono che ti offrono anche la foto sopra il cammello. Una volta sopra fanno alzare il cammello e ti portano in giro, sei fregato perche non hai contrattato il prezzo!


Itinerario in mappa

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